union-jack-cakeNon è usuale veder gente correre il 26 dicembre e il 1° gennaio. Giorni dedicati dalla maggior parte delle persone (prima) alla digestione e (poi) all’ingestione degli avanzi dei pranzi precedenti. Eppure chi − nella follia compulsiva dell’inevitabile zapping televisivo − si imbatte in canali sportivi a pagamento, per tutto il pomeriggio di entrambi i giorni vede dei  “matti” in pantaloncini e maniche corte dimenarsi su campi erbosi correndo dietro a una palla. Circondati da una folla plaudente e felice di non essere a casa a smaltire le calorie in eccesso. Riacquistando lentamente lucidità il telespettatore, aiutato anche dalle scritte in sovrimpressione, si rende conto di “essere” in Inghilterra. E che quella che sta guardando è la Premier League, il campionato di calcio inglese: una manica di “pazzi” che giocano anche quando, con ogni probabilità, i loro colleghi stanno correndo sul tapis roulant per perdere i chili accumulati nelle libagioni (altrimenti chi lo sente il mister!). Per gli inglesi il calcio in questi due giorni generalmente consacrati alla festa è una vera e propria tradizione. Né più né meno come il tè delle cinque, la caccia alla volpe o il pudding. Nel Regno Unito, e negli altri paesi del Commonwealth, il 26 dicembre è chiamato  Boxing Day in ricordo di quando i padroni elargivano pacchi dono alla servitù (spesso avanzi di cibo del giorno prima). Ma è anche la data di inizio dei saldi e, appunto, della Premier League. Il 1° gennaio invece è (come dappertutto) il New Year’s Day.
A pensarci bene, nelle nostre culture pantagrueliche, si tratta di due giorni piuttosto noiosi. Quasi inutili. Affaticati e gonfi, ci aggiriamo come tacchini (sigh!) ripieni, mentre i vari parenti cercano di rimpinzarci ulteriormente. E a noi manca la forza di dire basta, avendo come unica alternativa la tv (o l’onnipresente circo, se si è genitori). Del resto se il calcio è ormai spettacolo, perché non usufruirne anche nei giorni “proibiti”? Mentre gli inglesi corrono, le nostre stelle calcistiche aspettano i Re Magi per ripartire. Oro, incenso e… birra.
Soprattutto di quest’ultima ci sarà sicuramente molto bisogno. Se non altro per correre!

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

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