Cosa ci porteremo dietro dell’ultima settimana calcistica di maggio?

Indagini dell’FBI ed intrighi geopolitici. Elezioni e tangenti.

Risultati sul campo ricalcolati dal commercialista.

Una lunga lista di delusioni che continua ad allungarsi.

L’addio al calcio di Lupatelli.

Ma bastano novanta minuti di intensità, di emozioni incontrollate, intorno ad uno stadio strapieno, per innamorarsi nuovamente di questo gioco.

Partite che sembravano stravinte trasformarsi nel peggiore degli incubi. Incubi tornare magnifici sogni. Sogni di una notte di fine primavera: immaginandosi De Laurentis subito prima e subito dopo il rigore fallito dal Pipita. Diapositive di un nuovo amore, mentre la serata perfetta di Higuain scappa via nel cielo, oltre quella traversa, su un rigore che avrebbe potuto parlare di un’impresa.

Gioie che vanno oltre il quarto posto, che esaltano perché drammatico e spettacolo si fondono. Novanta minuti di adrenalina che ti riconciliano col calcio.

Poi pensi a Igli Tare mentre festeggia.

E il pallone, improvvisamente, è di nuovo triste e di un colore spento: grigio topo.

tare

Fonte della foto: www.tz.de

 

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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