Alzi la mano chi ha detto o sentito dire almeno una volta che Firenze è una città morta, che non c’è niente da fare, che il panorama culturale offre poco, che non c’è movimento…

Ognuno ha i suoi standard, e forse un milanese potrebbe restare deluso dalla vita fiorentina, ma ogni tanto una tirata d’orecchie ce la meritiamo.

Da 10 dei miei 24 anni passo molte serate a Firenze e capita che mi ritrovi a fare le stesse cose più volte alla settimana, ma non per questo sento di non avere scelta. Siamo tutti un po’ pigri e abitudinari, soprattutto in inverno, e a volte sono questi i motivi che ci impediscono di scoprire che qualcosa si muove. Si muovono le persone. Conosco ragazzi di associazioni musicali e culturali che promuovono eventi in città, sempre di più. Si muovono gli studenti della nostra università sgangherata e stropicciata, e fino all’alba restano a pulire le aule dopo le feste che ci fanno ballare. Si muovono, o resistono, i luoghi. Firenze ha i suoi teatri, e ogni sera offrono palchi per tutte le tasche, tutti i gusti e tutti i quartieri. Ci sono cinema che resistono, e se andare al cinema costa, costa anche prendere una birra media, e le sedie dei pub non sono poltroncine. La musica dal vivo si trova, in luoghi più o meno storici, dalla Flog, al Tender club, al Viper Theatre, e nuovi piccoli locali si fanno trovare se si cerca bene e non ci si preoccupa del parcheggio. Da mercoledì ci sarà anche un altro tesoro da ri-scoprire, in via dell’Ulivo. Dopo sette anni dalle ceneri dell’Alfieri Atelier aprirà il nuovo Spazio Alfieri, dove si incontreranno cinema musica e teatro senza farsi mancare da bere e da mangiare.

Siamo abituati ad una bellezza che mozza il fiato, e quando si può camminare sui Lungarni di notte sembra che non serva nient’altro, che una città così possa permettersi di essere sciocca e poco interessante. La Firenze che conosco non è perfetta, non è la capitale del divertimento e spesso ci fa arrabbiare, ma non è affascinante solo da vedere. Non trattiamola come una bella sposa cadavere questa città, non se lo merita.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

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Anno 2013-14

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