Expo 2015, Esposizione Universale di Milano 2015, non potevo certo mancare a questo evento che come si può intuire dal titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” pone come tema centrale l’alimentazione ed in modo più ampio lo sviluppo sostenibile. In un mondo in cui la popolazione è costantemente in aumento, le risorse devono essere sfruttate in modo possibile per il pianeta.

Come molti italiani e stranieri, subissato dalla continua pubblicità dell’evento, e soprattutto affascinato dal suo titolo, per uno che scrive e si diletta di enogastronomia, era come poter visitare ed esplorare il “paese dei balocchi”.

E così giovedì 8 ottobre sono andato all’Expo. Le aspettative erano molte, la locandina del programma degli avvenimenti di quel giorno, che tenevo in tasca, evidenziava gli eventi che avrei voluto seguire.

Inutile è raccontarvi la mia giornata all’Expo, vi basti sapere che di quel programma non ho seguito alcun evento.
Notevole l’afflusso del pubblico di ogni età e genere, allegre scolaresche, dai piccolissimi della scuola materna a giovani liceali e universitari, una folla immensa, gioiosa e ben ordinata.

Lunghe file per visitare i padiglioni, da pochi minuti a 4, 5 ore per i padiglioni come quello italiano o giapponese, e poi?

Alcune considerazioni personali:
Non è propriamente una mostra sul cibo, a parte i tantissimi ristoranti di ogni etnia e specialità.
Non è una mostra di arte moderna, i padiglioni mettevano in bella mostra le loro specialità, ma nulla di più.
Non è una mostra di architettura con palazzi avveniristici, anche se alcune strutture, davvero belle, poste in un altri contesti possono essere interessanti.
Non è una mostra dell’artigianato, anche se alcuni Stati esponevano i loro manufatti.

Non è quello che mi aspettavo, cioè un luogo dove conoscere e comprendere culture diverse attraverso il cibo, la sua produzione, la sua tradizione, e soprattutto momento in cui potevo approfondire abitudini alimentari e modi di vivere diversi dai miei, inoltre rimane comunque difficile capire le molteplici soluzioni proposte per la sostenibilità alimentare del pianeta.

La cosa che più si avvicina a questo evento è un parco divertimenti, e l’accostamento a Gardaland o Eurodisney è inevitabile.

Mi verrebbe da dire come Fantozzi dopo aver visto la Corazzata Potemkin “E’ una cagata pazzesca”.

Però non lo dico, evento per certi versi realizzato bene, organizzazione quasi impeccabile, ma è bene sapere che, almeno secondo me, si tratta più che altro di un grande parco di attrazioni per bambini di ogni età.

Expo 2015

Expo 2015

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.