Eccoli qua. Il locale è vuoto, aprirà tra 1 ora. Omar è già dietro al bancone a sistemare gli attrezzi del mestiere, mentre Goro e Biondi stanno appollaiati sugli sgabelli. Ragionano e sbevazzano. Bella vita. Parlano di idee e di futuro. Avanguardia! Colori, Luci psichedeliche fluorescenti e musica rock classic come sottofondo. In fondo alla sala, vedo un letto. Praticamente hanno tolto seggiole e tavolini e hanno messo un letto matrimoniale a baldacchino. Che grulli. Guardo il letto e guardo loro.  A prima vista, dall’aspetto delle loro facce e dei loro vestiti vintage, mi sembra di stare sul set di un film di John Holmes alla fine dei ’70. In fondo siamo al FUK no? Penso.  Vedo una birra che mi aspetta sul bancone. Saluto i ragazzi, 2 cazzate e via. L’atmosfera è frizzante, una battuta dietro l’altra. Prende bene. Cominciamo.

Allora ragazzi, come nasce questa collaborazione, perché l’idea di aprire un locale nuovo?

Omar: “Siamo tre imbecilli che si sono ritrovati uniti, non si sa come, in questa avventura…”, ride, “In effetti, ci ha presentato un amico comune che frequentava la scuola di barman dove prima insegnavo,  ci siamo conosciuti meglio e poi abbiamo deciso di unirci. Certo all’inizio ci sono stati anche alcuni problemi, soprattutto perché siamo 3 persone molto diverse e non sapevamo bene cosa saremmo andati a fare. Io sapevo solo che avrei fatto il barman, perché è sempre stato il mio mestiere e la mia passione. Ma per creare qualcosa ci voleva anche un amministratore ed un p.r. che si occupasse della promozione del locale.” Guarda il Biondi e il Goro.

Goro: “Abbiamo voglia di fare e vogli di divertirci. Non puntiamo tanto al guadagno per il momento, ma a stare bene ed a mettere a frutto le nostre idee  in un’attività aperta al pubblico. Il FUK nasce a nostra immagine e somiglianza ed il nostro motto è: bere di qualità, spendendo il giusto e facendo festa. Qui la gente si sente a casa, ci sta bene e fa un po quello che vuole. Siamo aperti a nuove idee, chi viene e propone è sempre ben accetto. Noi mettiamo le mura e la nostra voglia di fare, ma la gente è la cosa più importante. Vogliamo che sia coinvolta e che stia bene.

Biondi:  “ Io e il Goro veniamo da 6 anni di convivenza in una casa…”

Goro:  ”Ma non siamo gay.” Risata generale.

Biondi: “ ed il FUK nasce proprio dalle cene e feste che organizzavamo in quella casa insieme agli altri coinquilini. Eravamo in 6  in un ambiente molto vario ed universitario, con tanta gente che entrava ed usciva. Quindi l’idea è stata quella di mettere tutta questa energia ,che spendevamo nel fare feste ed eventi a casa nostra, in un locale pubblico. Per questo, qui al FUK ci si diverte come a casa nostra.

Sarei curioso di sapere come ci si diverte qui al FUK..

Goro: “ Organizziamo allestimenti, DJ Set, feste a tema in costume e non.  Hai visto il letto in fondo alla sala? Adesso abbiamo allestito il FUK Bedroom e non ti dico a cosa serve.. Anzi, spostiamo l’intervista lì dai!” Ride “A metà novembre abbiamo creato una vera spiaggia, dove adesso c’è il letto, con un castello di sabbia in vetrina ed il Dj a suonare in infradito.  C’era la sdraio, l’ombrellone, gente in costume da bagno e Mitch direttamente da Baywatch.” Poi c’è stato Halloween con cadaveri e pezzi di corpo umani ovunque ed il famoso Vomitino in bagno, un manichino creato da noi accasciato sul lavandino. Non ti dico quanta gente ha spaventato.. Anche se poi la gente ci si è affezionata. Era un po’ l’uomo compagnia per le ragazze che andavano al cesso da sole. “

Omar:” Dopo Halloween  c’è stato il confessionale per prepararsi alla fine del mondo. Abbiamo costruito un vero confessionale da chiesadove Don Omar, che sarei io,  confessava e dava la benedizione a tutti i peccatori, a forza di shot di vodka.  A breve ci saranno le elezioni del FUK, perché anche noi abbiamo deciso di buttarci in politica e quello che verrà eletto metterà in offerta un cocktail a 3,50€ per tutto il mese di febbraio.

Biondi: “Abbiamo poi le tessere fedeltà che distribuiamo ai nostri clienti. Per ogni bevuta facciamo un timbro e, dopo nove timbri, la decima bevuta la offriamo noi. Sono andate a ruba già 2000 tessere circa. Ma, come dicevano gli altri, ogni mese ci sarà un allestimento diverso, cosa nuova per i locali qui a Firenze. La gente si lamenta che non c’è mai nulla….Quindi venite, c…o!” Risata.

Ed il nome FUK, perché?

Omar: “Nicco so cosa pensi ma FUK è soltanto una sigla, sta per Florence UnpopularKafè e sta a significare la nostra voglia di stare fuori dagli schemi. Ad esempio, non facciamo l’aperitivo e non lo faremo praticamente mai a meno che il Teatro Verdi non chiuda e lo compriamo noi.” Altra risata. “Però si beve da Dio e non sono solo io a dirlo ma lo dicono in tanti. Fondamentalmente siamo un cocktail bar e puntiamo a fare bene i cocktails,roba di qualità. Utilizziamo frutta fresca, puntiamo a stare attenti ai particolari: dal tovagliolino sotto il bicchiere alla guarnizione, dal movimento spettacolare acrobatico dietro al bancone per sorprendere le ragazze alla giusta considerazione per tutti clienti.

Come ve lo immaginate il FUK nei prossimi anni?

Goro: “Intanto spero di arrivare ai 40 anni…di vita!” Risate

Biondi: “Da amministratore, spero che la passione in questo lavoro  permetta prima o poi anche di far aumentare un po’ gli incassi, anche perché abbiamo sostenuto diverse spese per mettere a norma il posto. Ed io ho anticipato i soldi per tutti…” Ride

Omar: “Diciamo la verità. Noi vorremmo che il FUK diventasse un marchio. Il nostro obiettivo sarebbe quello di fare gadget, magliette e tanto altro materiale con il brand FUK. Magari anche delle feste più grandi targate FUK in altre location, riutilizzando tutti gli allestimenti che caratterizzano  il nostro locale. Per il prossimo Capodanno avevamo in mente di ………Vabbè dai….Non voglio anticipare nulla. Sarà una sorpresa!

Per finire, il complimento più bello che vi hanno fatto?

Tutti insieme: “Questo posto è un buho, ma fa le buhe!”

 

Finisco la birra, mi alzo e saluto i ragazzi. Infilo il cappotto, esco e mi accendo una sigaretta. La notte è ancora lunga…

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