Ho questo DVD che credo di aver preso con Panorama o forse a un mercatino dell’usato, sopra c’è una foto un po’ sgranata di Johnny Depp, ovvero Gilbert Grape, e dentro, su un disco lucido e un po’ graffiato, in un modo che ancora per me è magia, c’è uno dei film più belli che abbia mai visto. Non è un granché come storia e a dire il vero non c’’è nemmeno un colpo di scena. Ma non ho mai più voluto bene a un personaggio di un film come l’ho voluto a Gilbert Grape. Lo guardavo ogni volta occuparsi della sua famiglia, prendersi cura degli altri, tentare di non deludere mai nessuno, nemmeno il proprietario del piccolo alimentari dove lavora e che nel film sta per essere spazzato via dall’apertura di Foodland. Gilbert cerca di rassicurare anche lui: “Io non ce la farò mai la spesa in un megastore, vedrai è solo una moda, la gente tornerà”.

E io facevo il tifo per lui. Perché Gilbert è uno che non si lamenta mai di vivere a Endora, di aver perso il padre, di averlo trovato appeso come del bucato giù in soffitta. Non si lamenta del fatto che la sua casa da quel giorno si è riempita di così tanto dolore da trasformare sua madre in un “enorme balena incagliata” che rischia di far venire giù tutto il pavimento con il suo peso e il suo dolore. Del fatto che ogni giorno deve occuparsi di un fratello disabile. Del fatto che lui sotto quel peso rischia di morirci e che l’unica cosa che riesce a fare e aggiungere assi di legno a quella vecchia casa decrepita per non farla crollare.

E poi c’è Becky, che è Juliette Lewis con il taglio di capelli più bello che abbia mai avuto, che ha uno sguardo autunnale e sorride come se fosse sempre estate. Ha l’aria di una che ne sa della vita anche se non è vero, di una che ti chiede di passare il pomeriggio insieme e poi ti ritrovi a fare il bagno vestito in un lago. Una che ti chiede cosa desideri mentre si sdraia accanto a te. Una che non ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui, che non chiede niente a Gilbert, se non di cominciare a vivere.

E io ho sempre tifato per lui sperando che riuscisse a tenere in piedi tutto, a non deludere nessuno. Che riuscisse ad aiutare la sua famiglia e a convincere Becky a vivere a Endora. Ero giovane, speravo ce la facesse.

Poi ho capito, ho capito che Buon compleanno Mr Grape è solo un piccolo film, ma racconta di quello che il nostro dolore può fare a chi ci sta vicino e di quello che il dolore degli altri può fare a noi. Racconta di Gilbert e del fatto che per essere delle brave persone non è necessario non deludere mai gli altri. Che a volte per vivere bisogna strapparsi di dosso tutte le aspettative che gli altri hanno su di noi e salire su di un camper insieme a una tipa che assomiglia a Juliette Lewis. E allora Gilbert Grape: sali su quel camper e fanculo a tutto il resto.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.