VERDURA«Fatti più in là!» sembra dire il nuovo stadio alla Mercafir. «Io magari c’entro, ma loro no davvero!» esclama indicando un mucchio di aggeggi che si trascina dietro faticosamente. Alberghi, negozi, centri commerciali, parcheggi e addirittura un museo.
L’ultima telenovela in salsa fiorentina comincia da qui, da quelli che potrebbero essere i nuovi protagonisti del gossip cittadino per i prossimi anni. Da altre parti sembrerebbe forse strano, ma da noi può accadere che il futuro di una società di calcio dipenda da quello di un mercato ortofrutticolo. Da pere, mele, carciofi e meravigliose zucche in inverno. Da pesche, albicocche e succulenti cocomeri, in estate. Sì, perché il succo della questione è tutto lì, in quei metri quadri occupati dalla Mercafir. Che, se liberati, porterebbero la Fiorentina nel paradiso degli squadroni con fatturati stellari. E che, in caso contrario, la lascerebbero nel limbo del vivacchiare, cosa che non piace per niente ai Della Valle Tod’s (padroni della società) e soprattutto al vero deus ex machina, il patron Diego.
La Mercafir è un’istituzione fiorentina e come tale merita il massimo rispetto. Quindi se davvero dobbiamo spostarla per far posto al nuovo stadio e, soprattutto, alla fantasmagorica cittadella sportiva − nuova Las Vegas del calcio fiorentino − bisogna trovarle un posto consono al suo prestigio. Un posto grande, vicino all’autostrada, facilmente raggiungibile dalla città. Insomma, come quello di oggi ma non lì. Sembra che il problema, per la prima volta nella storia, non siano i soldi. Pagherebbe la Fiorentina. Quello che manca è proprio lo spazio fisico. Anche perché il mercato non può uscire dai confini del Comune fiorentino. Poi vanno salvaguardati i posti di lavoro. Molti. Ma anche i contratti d’affitto. E, soprattutto, la logica ritrosia degli “abitanti” del mercato a farsi da parte: un salto nel buio che nessuno ha voglia di fare.
E allora, intanto si aspetta la risposta della Fiorentina e la presentazione di un nuovo progetto, l’ennesimo. Poi si perderà un po’ di tempo per le solite scartoffie. Infine, chissà quando, si deciderà che cosa fare davvero.
Intanto le ceste continueranno a riempirsi di frutta e verdura e ritroveremo il nuovo stadio (sempre più stanco) ancora nel viale Guidoni.
«Fatti più in là!» continuerà a ripetere lui.
E lei (la Mercafir) di rimando: «Così vicino mi fai turbar!».
MERCAFIR

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.