Don Gherardi parroco di Brescello (il paese di Don Camillo e Peppone) ha provato a fermare le acque del fiume Po portando in processione il Cristo. L’uomo che tenta di fermare le ire del fiume, una storia vecchia quanto il mondo.

Brescello, il parroco tenta di fermare le acque del Pò. foto GIANLUCA PERTICONI

Brescello, il parroco tenta di fermare le acque del Po. Foto GIANLUCA PERTICONI.

Non possiamo fare a meno dell’acqua. Abbiamo sempre costruito case e città intorno ai fiumi. Ma siamo sempre stati consapevoli del pericolo mortale che ciò comporta. E quando arriva il mal tempo, l’unica cosa che ci può salvare è la divinità. Oppure no. 

Guardando l’immagine di Don Gherardi viene da pensare ad un Santo, un Santo molto particolare. Uno che veniva dall’Irlanda, che fu vescovo di Lucca e che aveva il potere di deviare i fiumi e salvare le città dalle alluvioni: San Frediano.

Nacque nel VI secolo dopo Cristo (500-600 d.C), in un periodo molto difficile. L’Italia era allo sbando, guerre e carestie infuriavano nel bel paese. Città e campagne erano in rovina. Il degrado idrogeologico faceva aumentare il rischio delle alluvioni. Lo Stato romano era dissolto. L’unica autorità che poteva salvare le città era la Chiesa, con i suoi vescovi.

Frediano, viaggiatore e pellegrino irlandese, fu fatto vescovo per acclamazione a Lucca. I racconti narrano come la città fosse minacciata dal fiume Serchio. Frediano tracciò un solco con una zappa e le acque lo seguirono docilmente lontano dalla città. Da solo, con una zappa, deviò il corso del fiume e salvò le vite ai suoi fedeli.

San Frediano devia le acque del Serchio, Filippo Lippi. Datemi un rastrello e vi devierò un fiume....

San Frediano devia le acque del Serchio (Filippo Lippi). Datemi una zappa e vi devierò il fiume….

In realtà Frediano promosse alcuni lavori sul fiume Serchio, facendo aprire un nuovo canale di sbocco verso il mare (ma detta così suona assai meno interessante). Fondò una chiesa, all’interno della città, nella parte che guarda verso il fiume: l’attuale chiesa di San Frediano a Lucca, da visitare se potete. Ma Frediano divenne il Santo protettore dalle acque. Uno la cui sola evocazione poteva garantire salvezza. Anche in altre città minacciate dalle acque furono inaugurate chiese dedicate al Santo Frediano, vicine ai Fiumi. Come a dire: proteggici dalle alluvioni, te che sai deviare le acque.

Anche a Firenze, una delle più antiche chiese intorno alla città era dedicata al Santo Irlandese. Era posta vicino all’Arno, e dette poi il nome al borgo che oggi conosciamo. Fu ricostruita più volte e poi sostituita dall’attuale chiesa di San Frediano al Cestello. Come il crocefisso parlante di Don Camillo, doveva guardare il fiume quando si faceva minaccioso e salvare i fiorentini dalle alluvioni deviando il corso delle acque, come aveva fatto Frediano.

Ecco, magari andava costruita a monte la chiesa di San Frediano, non a valle di Firenze.

San Frediano al Cestello durante l'alluvione del '66. Foto di Joe Blaustein

San Frediano al Cestello durante l’alluvione del ’66. Foto di Joe Blaustein

(Gesù, se le case oneste di questo porco paese potessero galleggiare come l’arca di Noè io vi direi .. fate gonfiare il fiume, che strabocchi, che spacchi l’argine e sommerga tutto il paese. Ma, siccome la gente onesta vive in case uguali a quelle dei farabutti e sarebbe ingiusto punire i buoni per la colpa di questo Peppone e della sua ciurma di senza Dio e senza legge, io vi prego si salvare il paese dalle acque e di dargli prosperità. Amen! – Don Camillo, benedizione del fiume)

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.