Il pareggio di Bergamo consegna finalmente un po’ di tranquillità a Paulo Sousa, dopo quasi due settimane di bufera seguita all’eliminazione dall’Europa League per mano del Borussia Moenchengladbach. Si va avanti con un timido sorriso, insomma, ma la fiducia al portoghese è a termine e non sarà rinnovata, nonostante un’opzione di rinnovo a favore della Fiorentina. Della quale ormai, a dire il vero, non si sente neanche più parlare.

Separazione quindi annunciata per giugno tra il tecnico di Viseu ed il club gigliato, se non vi fosse addirittura, da qui alla fine della stagione, un divorzio anticipato. E bisogno, di conseguenza, di inventare una nuova Fiorentina per la prossima annata. In vari modi, ma anche e soprattutto attraverso la scelta del nuovo allenatore, vera pietra angolare per il prossimo futuro, dal punto di vista tecnico, della squadra.

Nelle ultime settimane si è cominciato a capire un po’ meglio quali potrebbero essere le scelte del club gigliato in tale senso: ed i nomi, in particolare, di Marco Giampaolo e Rolando Maran sembrano le ipotesi allo stato attuale più accreditate. Sullo sfondo rimane anche la vecchia idea, sempre di moda, che porta a Eusebio Di Francesco del Sassuolo.

Ok, sono tutti ottimi allenatori che ancora non hanno fatto il grande salto e che potrebbero essere anche per questo ‘ideali’ allo stato attuale. Ma a questi profili manca quel qualcosa in più che andrebbe cercato, al di là delle scelte semplicemente tecniche, per dare una svolta vera e netta al torpore che affligge la squadra ed il suo ambiente già da un anno e mezzo.

Che cosa? Il senso di identità, per esempio. Che un allenatore toscano potrebbe dare a questa squadra, cercando di rimettere anche un po’ di collante nei rapporti, ora come ora difficili, con la tifoseria.

Parliamo di una “scuola”, quella degli allenatori nati in Toscana, che rappresenta una sicurezza. Lo dicono i fatti: in Serie A le prime tre squadre hanno tre allenatori provenienti tutti dalla stessa regione. Allegri, Spalletti, e Sarri. Scuola che vince e convince, insomma, risultati alla mano.

C’è bisogno di un allenatore con la “c” aspirata anche per rilanciare la Fiorentina? Diciamo che, forse, è proprio questo il momento giusto per una scelta del genere.

E chi potrebbe essere quindi, il tecnico “della porta accanto” giusto da mettere al timone gigliato?

La prima scelta, secondo molti anche nome preferito dal DG Corvino, è Maurizio Sarri. Ma strappare al Napoli il mister del momento (sembra tra l’altro che sia tornato un po’ di sereno tra lui ed il Presidente De Laurentiis, dopo i recenti screzi e i reciproci veleni) è cosa molto difficile. Più percorribile la pista che porta a Leonardo Semplici, tecnico della Spal che sta facendo grandi cose in Serie B. Semplici, fiorentino, ha già allenato la Primavera viola e sarebbe una scommessa proprio come lo è stata quella, rivelatasi a suo tempo vincente, di Sarri al Napoli. Altra opzione, ancora più coraggiosa, sarebbe quella di far fare l’”upgrade” al tecnico della Primavera Federico Guidi. C’è anche l’esempio di Simone Inzaghi, che sta portando la Lazio alle porte della Champions, ad incoraggiare eventualmente questa scelta.

Ricetta giusta? Diciamo un’idea. Con un po’ di coraggio, che ora come ora non guasterebbe, si può anche provare a reinventare in questo modo il futuro di una squadra arrivata indubbiamente alla fine di un ciclo.

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