L’Attacco.

Edmundo Alves de Souza Neto detto “O’Animal”
In viola dal 1997 – al 1999
37 presenze/12 Gol

Tecnica micidiale, fantasia, imprevedibilità. E poi era grullo, ma grullo sul serio.
E’ stato in piccolo il nostro Best, il nostro Maradona.
L’esemplificazione del concetto stesso di genio e sregolatezza.
Abbiamo avuto e sicuramente avremo trequartisti fantastici, punte letali, ali funamboliche ma uno che nel contratto fa inserire una clausola per andare al carnevale e si fa fotografare mentre fa ubriacare una scimmia non lo avremo mai più.

Gabriel Omar Batistuta
In viola dal 1991 al 2000
268 presenze /167 gol

Inverno 1994, il me di 11 anni è all’edicola con in mano un pacchetto di figurine. Celo, celo, celo. E finalmente accade. Ho trovato Batistuta. Stringendo la sua immagine come un laico santino, corro a casa. Non me ne frega del freddo, non me ne frega di niente, ho Batistuta, il MIO Batistuta fra le mani.

27 Ottobre 1999, Arsenal – Fiorentina.

Sono a cena a casa di un amico, con relativi genitori. Casa da mille e una notte, servitù e un divano bianco che probabilmente costava 4 volte il mio motorino. Un divano che aveva una storia da raccontare, una storia che si interruppe bruscamente al 74° di quella fantastica partita.
Quando cioè Batistuta ignorando ogni legge della fisica segnò uno dei gol più belli che abbia mai visto.
L’entusiasmo mi trascina in piedi sul divano bianco dei genitori dell’amico che non resse il peso della mia gioia.
Silenzio attonito intorno a me.

C’è chi è vissuto nel mito di cantanti o di politici.
C’è chi collega periodi della sua vita a dei libri o delle canzoni.
Io no.
Il mio eroe, veniva dall’Argentina e aveva i capelli lunghi.
Il Mio eroe indossava la maglia numero 9 e aveva la fascia al braccio
Il mio più grande idolo era Gabriel Omar Batistuta.

Francesco “Ciccio” Baiano
In viola dal 1993 al 1997
119 presenze/29 gol

La potenza è nulla senza controllo.
Così recitava lo slogan di una nota marca di pneumatici negli anni 90. E gli anni ‘90 per noi tifosi viola, in quanto a potenza ma anche in quanto al controllo di questa, hanno un nome solo, o meglio un nome ed un cognome: Gabriel Batistuta.
Sul bomber di Reconquista ho già scritto, ma spesso nel racconto di quegli anni si tralascia un ingranaggio fondamentale di quella straordinaria macchina da gol: Ciccio Baiano. Argentino uno, napoletano l’altro, così lontani e cosi diversi ma al tempo stesso complementari, l’uno la metà dell’altro (si parla di campo eh..).  Potente e Forte il primo, tecnico e veloce il secondo. Forti (Fortissimi nel caso del Bati) separati, micidiali insieme.
Ciccio era un giocatore meraviglioso, che molto probabilmente ha avuto una carriera nettamente inferiore a quello che avrebbe meritato e che mi è rimasto sempre parecchio simpatico!

(Grazie a Giovanni Gonza Concutelli del Gruppo Pleddino)

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Niccolo Lapi

Nato a Firenze nel marzo 1983 è laureato in Storia e Tutela dei Beni Archeologici e in Archeologia Medievale e, visto che evidentemente non era bravo a prendere le strade più facili, ha deciso nel lontano 1991 di amare in maniera viscerale la Fiorentina.
Oltre a tutto questo è anche musicista, appassionato lettore, viaggiatore zaino in spalla nonché, quando capita l’occasione pessimo scrittore della propria biografia essenziale.