Firenze, 2067

Quando l’ultimo uomo rimasto in Italia mi guarda e sorride con amarezza, non so bene cosa pensare.
Siamo seduti a un tavolino in Piazza della Signoria, tutto è deserto, sembra di essere sul set di The Walking Dead, mancano solo gli zombie e le cornacchie, ma non ci giurerei. Una bancarella di souvenir e stata distrutta, ci sono piccoli Davide nudi e rotti sparsi ovunque. Sorrido pensando alla scena dei Goonies sul pezzo preferito della mamma di Mike Walsh.
Dopo un po’ decido di chiederglielo: “perché sei rimasto qui?”
Lui mi guarda, sembra stia quasi per sospirare ma non lo fa e mi chiede: “l’hai mai visto il film La grande bellezza?”
Scuoto la testa, non capisco cosa c’entri la domanda ma rispondo: “no, non ho mai trovato una serata giusta”.
“In 53 anni?” Mi chiede lui.
“Non mi era piaciuto molto This must be the place e così…”
Mi ferma subito: “non voglio un tuo giudizio cinematografico, non c’entra il cinema, ma tutto è cominciato da lì, da quell’Oscar e da tutto quello che è venuto dopo. L’Italia era un paese strano a quel tempo, solo 8 anni prima avevamo ritrovato lo spirito nazionale per un mondiale vinto da una squadra di sospetti dopati e scommettitori, Materazzi eroe nazionale perché era riuscito a suon di provocazioni a far sbroccare Zidane. Te lo ricordi?” Annuisco. “Tutti uniti e felici. Poi anni di niente, il paese era come in coma, i comici non facevano più ridere, avevano le vene del collo gonfie, troppa rabbia stava covando e poi, poi è arrivato l’Oscar al film di Sorrentino e qualcosa è scattato. Non so dirti cosa, ma a un certo punto a noi italiani non è andata giù, ci stavano dando un premio per una cosa che non capivamo. Tutto ai nostri occhi stava diventando un brodo unico, la politica corrotta, i film incomprensibili, era tutto un complotto. E allora siamo diventati violenti. Sui Social Network abbiamo cominciato a scrivere commenti distruttivi nei confronti del film. Anch’io l’ho fatto. Ma poi la cosa ci è sfuggita di mano e l’uomo che non capiva ha preso il sopravvento e internet era il suo strumento di distruzione, eravamo diventati tutti dei piccoli Materazzi della tastiera, fino a che poi la violenza non è arrivata per le strade, hanno bruciato tutto. Tutto quello che non capivano. E oggi, beh, oggi non c’è rimasto più nessuno”.
Poi si ferma, fa una pausa e dice: “le devi spiegare bene le cose agli italiani, perché quando non capiscono si agitano. Ma tu davvero non l’hai visto il film?”
Scuoto la testa e dico di no sentendomi un po’ in colpa.
Restiamo in silenzio per un po’, poi gli chiedo nuovamente: “ma perché sei rimasto?”
Guarda i piccoli Davide e i loro peni sparsi a terra con l’aria malinconica e poi dice: “perché quando la storia prende una piega sbagliata non puoi fare molto, se non il testimone”.

Fonte foto: ciclofrenia.it

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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