Ho intervistato alcuni studenti che vivono prevalentemente nel centro storico per saperne di più sulle voci riguardanti un giro di biciclette rubate. I maggiori acquirenti e vittime sono proprio loro, studenti universitari di tutta Italia che abitano nella nostra città e usano le due ruote come unico mezzo per spostarsi. La maggior parte dei palazzi storici di Firenze non permette di far sostare le bici al suo interno, costringendole così a rimanere incustodite al gelo e facile bersaglio di ladri. Come cadaveri depredati da tombaroli diventano così nel migliore dei casi scheletri abbandonati a un palo della luce prive ormai di tutti i suoi elementi. Licia mi racconta che “la prima bici che aveva acquistato appena trasferitasi a Firenze ha avuto vita breve. Una mattina rischiò di fare come Fantozzi quando monta in bici alla bersagliera dopo che gli era caduto a terra il sellino. Le avevano lasciato soltanto il tubo. A distanza di pochi giorni accanto al palo dove l’aveva legata, era rimasto solo la catena spezzata”. Così come lei, la maggior parte di loro acquista vecchie bici di provenienza “molto dubbia”, attraverso il passaparola. Lo studente che solitamente non naviga nell’oro vede questo come un affare.  Per poche decine di euro si può acquistare una bicicletta Rubata; le più care e richieste sono quelle con cestino porta oggetti, campanello e portapacchi. Sono proprio gli universitari però che a loro volta diventano vittime espropriate del mezzo di trasporto, proprio come un cane che si morde la coda. Questo meccanismo esasperato porta alle volte gli studenti stessi, che hanno subito più volte il furto a commettere direttamente il ladrocinio.

 

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