si-alla-vita“Sognare è l’unica droga che non ti ucciderà mai”. Una frase a me cara, che qualche giorno fa mentre giravo in bici per Firenze mi è risuonata in testa. Martedì pomeriggio mentre pedalavo nel parco delle cascine, ho visto quello che non avrei mai voluto vedere. Lungo l’argine dell’Arno, dove il terreno è sterrato e viaggiare in Mountain bike è un divertimento, un ragazzo sulla trentina era seduto a terra. Il braccio sinistro steso in avanti e nella mano destra una siringa che si iniettava in vena. Era sorpreso di vedermi passare proprio lì, ha sgranato gli occhi e poi ha continuato nella sua opera disfattista. Mi sono un po’ spaventato, sorpreso, il respiro bloccato per qualche istante. Stupito dalla sua espressione gioiosa mentre si bucava. Più di uno i pensieri che hanno attraversato la mia mente. Io, pedalo nel prato e potrei trovare una siringa a terra, per sbaglio metterci un piede sopra, un bambino,un cane, chiunque. Cazzo, non è giusto!!! Poi ho pensato – “come potrei aiutare questo ragazzo, cosa sarebbe giusto dirgli, non so in che stato sia, come potrebbe reagire” – Ho sentito tristezza, fredda e paralizzante. Riflettevo su cosa potesse portare una persona della mia età a farsi una dose in vena, che al solo pensiero dell’ago mi sento male.
Ho continuato a pedalare con l’amaro in bocca. Arrivato in piazza Santo Spirito, per poter ammirare una delle basiliche più belle di Firenze, un ragazzo, straniero, dalle scalinate mi si avvicina. – Vuoi Hashish? Lo guardo male e mi allontano.
Corriamo, camminiamo, pedaliamo, mangiamo un dolce in più, guardiamoci dentro, prima di prendere qualsiasi droga, rischiando domani di non poter vedere il sole. Sogniamo per non morire mai.

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