Siamo partiti da piazza dei Bambini di Beslan alla Fortezza da Basso per la nostra piccola Maratona contro le mafie fino alla piazza sotto la torre di Maratona dello Stadio. In cielo le poco nuvole non ce la faranno ed il sole ha vincerà per tutto il giorno. C’è una valanga di ragazzi delle scuole di Firenze. Il corteo parte pian-pianino. Segno bono. Vuol dire che siamo in tanti! C’è anche tempo per far du’ chiacchere. Di fronte a me c’è uno scout con appiccicato allo zaino un piccolo pannello solare delle dimensioni e della forma di un tablet. Mi dice che si tratta di una caricabatterie solare che ricarica pc, cellulari ed altro, prodotto negli Stati Uniti e che lui ha comprato tramite internet. Il ragazzo è uno scout con i suoi bei bermuda di velluto blu. I ragazzi e le ragazze con i bermuda di velluto blu saranno una presenza costante in tutto il corteo. Si sale sulla rampa Spadolini. La visione di Firenze da quassù è particolare perché rimescola la bellezza di Firenze. E’ un piazzale Michelangelo minore, un po’ più basso e dalla parte opposta di quello più alto e più famoso. Si vede da una parte il groviglio di cavi elettrici e di binari della Stazione di S.M. Novella con sullo sfondo il bel rosso della più bella caldaia del mondo, la Centrale Termica della Stazione progettata nel 1929 dall’Ingnegner Capo delle Ferrovie dello Stato Angelo Mazzoni. Dall’altra parte, oltre le mura della Fortezza da Basso si vedono solo i palazzi e le chiese più alte del Centro Storico e cioè la Cupola del Duomo e la sommità del Campanile di Giotto. In via XX settembre per vedere il corteo camminiamo sulla bella pista ciclabile che costeggia il Mugnone. Si comincia ad aver un po’ di fame. Davanti all’ingresso del giardino dell’Orticoltura vengono presi d’assalto pacificamente il panificio Sara ed una gelateria. In coda dei ragazzi di Napoli con la chitarra, per ingannare l’attesa, cantando la canzone Autogrill trasformano F.Guccini in Pino Daniele. Gli suggeriamo di cambiare il titolo della canzone in Corteogrill. Ridono. Dal Ponte Rosso la visione del corteo è ancora più bella. Si vedono gli striscioni, i colori e lontanissimi in fondo i mezzi della Polizia come coda del corteo. C’arriva la notizia che la testa del corteo è già arrivata allo Stadio. In via Mafalda di Savoia vediamo un bellissimo striscione che invita le persone a non stare alla finestra perché è dalla strada che si vedono meglio il cielo e le stelle. Sono dei ragazzi di un Istituto Tecnico di un paesino vicino Bergamo (complimenti ragazzi). Camminare in mezzo a via Masaccio contro senso mi procura un leggero tremore di paura. Dei ragazzi e delle ragazze con i bermuda di velluto blu hanno trasformato piazza Vasari in un luogo dove è piacevole fare pic-nic (non avevo mai pensato a piazza Vasari in questo senso!) Si gira intorno al pino del Ponte al Pino. In viale dei Mille è chiaro che siamo centinaia di mille. In fondo s’intravede lo Stadio. Per fortuna viale dei Mille è un po’ in discesa. Sotto la curva Ferrovia dello Stadio si sentono distintamente ricordare, uno per uno, i nomi delle vittime delle mafie. Il palco è stato sistemato sotto la torre di Maratona tra lo Stadio ed il nuovo Centro Sportivo della Fiorentina. Uno spiazzo enorme che da ora in poi non potrò più associare soltanto al colore viola della mia squadra del cuore, ma anche ai mille colori di questa bella giornata . Don Ciotti inizia il suo discorso. Ricordando le vittime delle mafie ripeterà ossessivamente: non bisogna ucciderli una seconda volta. Lo farà fino alla fine del suo discorso. Non bisogna ucciderli una seconda volta con il nostro silenzio. La nostra memoria si deve far impegno concreto. Ora la parola passa alla voce di Fiorella Mannoia. Inizia cantando la storia di Francesco De Gregori. Fiorella canta e poi ti dicono tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera, ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. Ascolto le parole di Francesco e ripenso a quelle di Don Ciotti: la democrazia c’insegna che come cittadini siamo uguali, ma come persone siamo diverse.

Dimenticavo….

Ringrazio gli amici dell’associazione Tandem di Pace e della Cooperativa Macramè con cui ho condiviso questa bella giornata. Con loro sono partito all’alba in bici da Campi Bisenzio.

(Visited 78 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.