La Corsica è veramente vicina a Firenze. 45 minuti al porto di Livorno, 4 ore sulla nave e sei (in lettere) a Bastia. Sulla nave finisco di leggere il libro “Il bacio più breve della storia” di Mathias Malzieu. A terra la macchina segue istintivamente le indicazioni per San Florent. Già nostalgia canaglia? Da San Firenze sul mare inizia l’avventura…
A I’lle la Rousse due gemmelle bionde di sessantanni in topless giocano sulla spiaggia con i loro nipotini. Uno spettacolo di leggerezza e tranquillità. Loro sono proprio identiche, seni compresi. Indistinguibili. Indossano anche lo stesso costume di colore bianco a vita molto alta e il biondo dei colori capelli sembra quello originale. Con questo sfondo finisco di leggere “Il ragazzo in soffitta” di Pupi Avati.
La mattina presto nel porto di Bonifacio, tra i rumori dei pescherecci e le grida dei marinai, mi avvicino ad un vecchio signore che sembra abbia scolpite nel volto tutte le storie del mare e provo a chiedergli informazioni su come sarà il mare nel pomeriggio. Lui mi guarda e facendomi cenno di aver capito mi dice come se leggesse un telegramma: “io sono di Bonifacio, ma il mare sta là e io qua e io da qua non mi muovo”. Stop. Beh, forse c’ha ragione lui. Non è che un fiorentino debba sapere per forza tutto di Giotto, Brunelleschi, della famiglia Medici, di Michelangelo… E così il mio marinaio di Bonifacio può anche non saper nuotare. Forse, e forse è anche un po’ stronzo.
Nel ristorantino sulla spiaggia di Palombaggia la cameriera tiene il blocchetto per le ordinazioni bloccato al corpo con l’elastico del reggiseno dove è sistemata anche la penna. Quando ci porta il caffè con il polpastrello del pollice toglie con naturalezza un bruscolo dall’interno della tazzina. Nel suo sguardo felice ci sono queste parole: “ecco ora è proprio pulita”. Con l’ultimo sorso di quel caffè bevo anche l’ultima pagina del libro “Sei la mia tazzina”… ops, “Sei la mia vita” di Ferzan Ozptek.
Sulla strada per Bastia, il giorno della prima partita di campionato, fa bella mostra di sé un piccolo ristorantino che ha issate sul tetto, su un’unica asta, la bandiera corsa e quella della Fiorentina. Inchiodo. Lì si consumerà l’ultimo pranzo di una dieta molto particolare, fatta di formaggi caprini e vin rosè. Sarà beneaugurante.
Nelle 4 ore sulla nave del ritorno dopo aver letto delle imprese della Fiorentina sfoglio le pagine dei tre libri letti in questa vacanza. Tre storie d’amore scritte da tre uomini su tre momenti diversi dell’amore. Tre storie di amore vero, davvero.

“In amore devi avere la pazienza di un pescatore di sirene” (da “Il bacio più breve della storia”)

pigna
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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.