sportoLe gite domenicali sono una ottima occasione per sperimentare nuovi posti dove mangiare e, soprattutto, nuove specialità. Questa domenica mi è capitato di essere in quel di Pisa dove, subito prima di avventurarmi nella visita di una mostra d’arte, ho potuto dare una veloce occhiata al cibo di strada della ex repubblica marinara.
Dopo un giro nei vicoli del centro cercando di adocchiare un posto adatto, noto la friggitoria “lo Scalo”. Convinco le mie compagne di avventura a pranzare subito prima della mostra e, finalmente, posso iniziare ad esplorare questo nuovo posto.

Posizionato in piazza Garibaldi con una bellissima vista sul lungarno pisano, la friggitoria “lo Scalo” è un microscopico fondo principalmente pensato per fornire piatti da asporto. Comunque, a disposizione della clientela, ci sono dei tavolini sagacemente posizionati in piazza.

Il menù non offre tantissime opzioni di scelta,  scelgo perciò di provare la frittura di calamari e verdure. Purtroppo una mezza delusione. Il pesce, pur essendo freschissimo, mi  è stato servito a malapena tiepido. Il tempo di arrivare al tavolo ed aveva perso ogni traccia di calore e sapore. Stessa situazione per le verdure che, inoltre, non offrivano anche loro chissà che varietà.
Complice sicuramente il tempo non dei più caldi ma evidentemente, a giudicare dal tempo impiegato dalla commessa per preparare i piatti, questi vengono precotti per essere velocemente riscaldati al momento della consegna, il tutto a discapito della qualità.
A loro favore, le dosi. La frittura grande soddisfa anche gli appetiti più voraci e basta accompagnarla con delle patatine fritte, ad esempio, per avere quasi un pasto completo con una cifra bassissima.
Volendo concludere in bellezza i nostri offrono anche bomboloni ripieni e i “frati”, ne più e ne meno che le nostre ciambelle fritte.
Appesantito dalla frittura appena ingerita desisto, dispiaciuto per il primo parere non proprio eccezionale dello streetfood pisano.
Al solito mi riprometto di tornare e sperimentare nuovamente le fritture dei ragazzi de “lo Scalo”

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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Al Quercione