ponte_nebbiaNon a caso Odoardo Spadaro l’aveva definita “pettegola e carina”. Snob e un po’ presuntuosa, piccola e civettuola, adagiata in un catino di colline, topograficamente impossibilitata a ingrandirsi. Città a misura d’uomo, che un bel giorno ha deciso di voler diventare metropoli.
Quello che aspetta Firenze, e i fiorentini, nei prossimi anni è un business plan da paura. Un pesante intervento di chirurgia (anti)estetica destinato a lasciare segni profondi e indelebili nel disegno architettonico e paesaggistico.
Che cosa succederà quando − si dice intorno al febbraio 2017 − saranno ultimate le tramvie? Si dovrà mettere mano allo spostamento della Mercafir. Lavoro infame e complesso, anche perché nessuno sa ancora dove metterla. Ma lavoro necessario per far posto al nuovo stadio con annessa cittadella, unica possibilità che ha questa città per non far fuggire i Della Valle.
Intanto si è già cominciato a pensare alla nuova pista dell’aeroporto. Firenze non sembra proprio adatta a far atterrare gli aerei. I piloti devono districarsi nel groviglio tra Monte Morello e l’autostrada, tra Brozzi, Sesto, Campi, San Donnino. Insomma la topografia, e il buon senso, sembrerebbero dire no a questo progetto. Ma ci sono interessi superiori e poi l’Italia è piena di aeroporti inutili, costruiti solo per le ambizioni di qualcuno. Tra l’altro si dovrà pensare anche ad allungare il viadotto dell’Indiano per arrivare direttamente all’aeroporto, togliendo quel ridicolo semaforo piazzato all’imbocco della Firenze-Mare.
Verrà poi il turno delle terze corsie autostradali, almeno tra Firenze Nord e Barberino e tra Firenze Sud e Incisa. Senza dimenticare la talpa che sta scavando il tunnel dell’alta velocità (quello della mitica stazione Foster), che riprenderà a far tremare i vetri delle case presumibilmente a primavera. Quando cioè si deciderà se classificare la terra di scavo come rifiuto speciale oppure come… semplice terra.
Infine, dulcis in fundo, last but not least, il mostro, il drago dalle lingue di fuoco, l’inceneritore di Case Passerini (MAMME, AIUTO!!!!). La macchina infernale che, se costruita, farà fuggire gli ultimi abitanti rimasti nella Piana.
Se vi sembra troppo, avete ragione. Non crediamo che questa città sia in grado di sopportare tutto questo pandemonio e che ci sia il rischio più che concreto che perda l’identità che si è costruita in tanti secoli di storia.
Però, siccome siamo al 31 dicembre, comunque la pensiate vi auguriamo lo stesso Buon Anno.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.