Cercasi disperatamente il Galestro… negli ultimi anni è diventato sempre più difficile trovarlo sugli scaffali dei supermercati o in enoteca. Il vino Galestro nasce nel 1980, prendendo il nome dal terreno roccioso, friabile e argilloso, tipico della zona del Chianti.

Si sviluppa soprattutto dall’esigenza di sfruttare quei vitigni bianchi, trebbiano e malvasia, ormai poco utilizzati per la produzione del Chianti Classico. A quei tempi, con l’avvento di un nuovo disciplinare, il quantitativo di utilizzo di uva bianca venne notevolmente ridimensionato. Non solo, sempre a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, nacquero i Supertuscan, dove il sangiovese venne abbinato ai vari cabernet, merlot, syrah ed altri vitigni internazionali, tutti a bacca rossa.

Negli anni ’80/’90, piatti come spaghetti allo scoglio, frutti di mare, gamberoni alla griglia, ma anche più semplicemente un piatto di mozzarella e pomodori, vennero accompagnati da questo nuovo vino. A differenza del vecchio bianco toscano, dove il colore giallo paglierino intenso e l’ossidazione precoce erano le sue caratteristiche, con l’avvento del Galestro sulle nostre tavole arrivò un vino con un colore bianco quasi carta, secco, delicato e fruttato.

Il successo internazionale dei Supertuscan e dei Chianti, con pochissime uve bianche al loro interno, se non addirittura senza, ha portato però ad un espianto graduale delle vigne di trebbiano, sostituite dai vitigni internazionali, sempre più usati in abbinamento con il sangiovese. Negli anni ottanta chi non ricorda il Galestro Capsula viola dei Marchesi Antinori? Oggi per fortuna lo troviamo ancora, ma semplicemente con la denominazione Capsula Viola.

Altre aziende lo producono, e vi invito ad acquistarlo e consumarlo; per l’estate è sempre un ottimo accompagnamento per i piatti di mare e non solo, per antipasti freddi e caldi, aperitivi e merende e, da non sottovalutare, come abbinamento alla pizza. Obbligatoriamente servito ben freddo.

Galestro IGT

Galestro IGT

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.