Genio pendolare
Carissimi amici e lettori, come la maggior parte di voi sapranno uno spettro si aggira per la Toscana ed in particolar modo per Firenze. E’ lo spettro dei Mondiali di ciclismo 2013. Gioia e ludibrio per alcuni, terrore e raccapriccio per altri. Come al solito qui da noi, siamo sempre fermi alle diatribe tra Guelfi e Ghibellini. Le istituzioni e la Signoria si stanno lucidando da mesi le piume caudali, da sfoggiare al mondo, come gli uccelli del paradiso usano fare per corteggiare ed attirar le femmine al fin d’ingallarle. Contrariamente, il popolo fiorentino non pare avere il medesimo entusiasmo ed avverte l’intera vicenda con lo stesso stato d’animo con cui Fantozzi e Filini, nel film culto Fantozzi contro tutti, si apprestavano a correre la tanto famigerata e temuta “1° Coppa Visconte Cobram”. Così da giorni i cittadini di Firenze si aggirano straniti per le vie cittadine osservando nuovi cartelli, spuntati come funghi, che recitano cose del tipo: Per andare lì – Passare di là, Per Scandicci – Passare da Novi Ligure, Chi siete? Quanti siete? Cosa portate? Un fiorino!
Ebbene sì, avete capito al volo. Sono i celeberrimi percorsi alternativi che tanto successo riscuotono nel nostro Bel Paese, dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, ma soprattutto sulla FI-PI-LI e sulla Salerno-Reggio Calabria. Trattandosi poi di un evento che impegnerà città e contado per un’intera settimana, il comune uomo della strada ha già cominciato a somatizzare le diverse tipologie di disagio cui andrà in contro quotidianamente, temendo innanzi tutto un blocco della peristalsi intestinale pari a quello della mobilità urbana ed extra-urbana. Come evitare dunque tutti questi spiacevoli effetti collaterali? Ma niente di più semplice. Rivolgendo naturalmente lo sguardo all’ennesima materializzazione del Genio fiorentino che, come immortalato dall’inequivocabile scatto, stavolta si presenta in versione pendolare.
Nella certezza infatti che i tempi di attesa del trenino per S.M.N. si decuplicheranno, il genio ha pensato bene di risolvere il problema cercando semplicemente di rendere più confortevole l’attesa del mezzo meccanico. Così facendo ha posizionato sull’apposita pensilina (che è anche l’unica) della stazione cittadina di San Marco Vecchio, un comodo divano d’epoca, in finta pelle, con vista binario. Così, nell’attesa che i pedalatori passino e ripassino dal via, prima di dileguarsi definitivamente in vista dei controlli antidoping, il genio pendolare potrà anche organizzare eventi, cose molto mondane, tipo brunch, aperi-cena e happy hour, sempre nella speranza che prima o poi, il trenino delle cinque e mezzo scenda dal passo Pordoi (percorso alternativo) per portarlo a casa. Anche noi, nell’attesa dell’evento mondiale lo confortiamo nel corpo e nello spirito al grido di: In sella, alla bersagliera!
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