JoyceSe ci fermiamo un attimo a guardare la nostra società, quello che secondo me appare come la caratteristica più spiccata è la velocità con cui “consumiamo” la nostra vita. E a riprova di ciò tutti si lamentano infatti di essere sempre in ritardo. Detto questo l’attività della lettura va direi contro corrente; c’è infatti bisogno, a questo proposito, di dedicarle del giusto tempo. Una piccola azione di ricerca. Alcune informazioni sull’autore, sulla sua vita, le opere e poi, lentamente, ci si immerge nel testo. Con calma. Ognuno legge alla propria velocità ma non si legge un libro di corsa! Joyce vi odierebbe se provaste a “correre” nella sua lettura.
In questa opera, che consta di 15 racconti indipendenti e non legati fra sé, si celebra il rito del novellare con calma olimpica. Artefice di questa alchimia è la straordinaria forza della normalità; i racconti si basano tutti su piccoli fatti quotidiani: la conversazione fra due anziani coniugi, una birra bevuta in un pub, la gita fuori porta di un ragazzino, l’organizzazione di una serata musicale. Non ci sono intrighi, azione, delitti, avventura. Una Dublino sorniona, avvolta nella pioviggine, fredda e ventosa, accoglie queste esperienze della gente comune.
Certo il libro è datato e la scrittura ne risente essendo un po’ “appiccicosa”, ma il quadro d’insieme, benché forse un po’ noioso, regge pienamente. E la mancanza di suspense viene sostituita da una venatura di ansia che pervade ogni racconto. Tutte le trame sono semplici ma in tutte affiora una certa attesa che ti fa portare a termine la lettura in maniera piacevole.
Forse è proprio questa caratteristica la forza di un monumento della letteratura come Joyce.
Edizione commentata

James Joyce, Gente di Dublino, Demetra Editore, Verona, 1995

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it