mercafir_-tuttafiDiciamo la verità. Non immaginavamo che fosse così grande. Quando un paio di domeniche fa prima di immergerci nella bolgia dantesco-casearia del Mukki Day − che è sempre una bella esperienza, forse eccessivamente colesterolica ma comunque divertente − siamo entrati nel parcheggio e ci siamo trovati davanti quella piazza d’armi della Mercafir, siamo rimasti esterrefatti. La prima domanda che ci è venuta in mente è stata: ma dove pensano di spostarla? A noi è sembrata una piazza d’armi infinita. L’orizzonte era lontanissimo e il cielo sembrava confondersi con l’asfalto. Da un momento all’altro ci aspettavamo l’atterraggio di qualche aereo, tanto ero lo spazio che si apriva da una parte e dall’altra. Siamo rimasti sgomenti e insieme affascinati da tanta grandezza. Parcheggiata la macchina ci siamo avviati a piedi verso l’uscita, distante diverse centinaia di metri. Ben consapevoli che, in quel preciso momento, stavamo calpestando il sacro suolo su cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio di Firenze. Non abbiamo provato qualche dribbling e nemmeno uno stacco di testa che, vista l’età, sarebbe stato fatale per le articolazioni. Però un leggerissimo brivido l’abbiamo sentito. Come se lo stadio fosse già lì. Bello e pronto.
L’ostacolo che si frapponeva tra le nostre fantasie sportive e la realtà era proprio intorno a noi. Quel mercato ortofrutticolo che nell’immaginazione dei tecnici ha già fatto più volte il giro della Piana per tornare sempre al punto di partenza. E in quel preciso momento, nella sua vastità, quell’ostacolo ci è parso insormontabile. Come deve essere apparso a tutti. Perfino al presidente delle Fiorentina Cognigni, secondo il quale i Della Valle hanno tutto pronto. Soldi compresi. Per digitare il numero del bancomat aspettano solo una data certa. Che ancora non c’è, e tutto per colpa della frutta e della verdura.
Diciamo la verità, noi facciamo parte della truppa degli scettici. Nel senso che pensiamo che lo stadio non sarà mai fatto. E ci auguriamo pure che niente di quello che è in previsione per la Piana sia costruito. La Firenze che noi auspichiamo è quella civettuola del Franchi. È quella dell’aeroporto in cui non attera quasi nessuno per colpa del vento e per colpa di Monte Morello. Non è quella “brandizzata”, che piacerebbe tanto ai nostri amministratori per soffocarla di turismo. È quella piccola città con un mercato ortofrutticolo enorme.

 

(Visited 100 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.

TESTTTTTTTTT

Sogno olimpico

TESTTTTTTTTTT

Pistaaaaaa!!!!!!