Il 10 giugno scade il bando per il contributo agli affitti per i giovani dai 18 ai 34 anni. È una misura di Giovanisì, il progetto della regione che riguarda politiche per la casa, ma anche tirocini, lavoro, formazione, fare impresa. Il bando per gli affitti è il terzo ed è stato migliorato via, via grazie anche agli interventi e ai commenti inviati dagli stessi beneficiari attraverso la rete. È un bando che da quando è uscito mi ha entusiasmato per tre buoni motivi: non è basato sulla famiglia, ma sull’indipendenza individuale; non è un aiuto alla proprietà, ma alla mobilità sociale; il tetto sul reddito non è particolarmente basso per cui ogni volta i beneficiari sfiorano il migliaio e non qualche decina. Ne ho già scritto, ma merita diffonderlo visto che la nuova opportunità ha una scadenza imminente. E ne scrivo di nuovo, perché grazie a Giovanisì, ho avuto modo di conoscere tante storie di uomini e donne che in questo territorio si stanno dando da fare per uscire dal pantano. Donne e uomini che rincorrono piccoli e grandi sogni, dalla casa rifugio e base di tutto, a tirare su un asilo come fosse un figlio, a ridare vita alla terra del nonno sfidando il bosco che avanza, a fare il servizio civile per aiutare gli altri e aiutarsi, per scoprire che da soli la parola autonomia non ha significato. C’è bisogno di raccontarle queste storie, di conoscerle, di condividerle, perché dietro a delle misure e quindi dietro a delle decisioni politiche, ci sono volti, ci sono persone che quotidianamente faticano e migliorano, muovono corpi e parole, spostano accenti. E si chiama proprio Accenti il progetto che porta alla luce tutto questo grazie a un blog, un video e un libro. Ogni giorno ci piove addosso veleno, rabbia, frustrazione e le storie sembrano scomparire chiuse in una solitudine armadio: rischiamo di diventare grucce di abiti polverosi. In qualche modo bisogna cominciare a spalancare le ante.

L’Incartauova esce ogni sabato sull’Unità della Toscana

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