Gli alberi sono i migliori amici dell’uomo. Un’amicizia spesso non ricambiata (spesso, non sempre, ma questa è un’altra storia). Gli alberi aiutano a rendere migliore l’aria che respiriamo e son belli da vivere e da vedere. E poi in un periodo in cui le temperature non sono proprio coerenti con le stagioni di riferimento ci ricordano in che stagione effettivamente siamo. Per esempio, le temperature di questo Novembre non erano proprio autunnali, ma assomigliavano di più a un Luglio rigido (capita anche che sia novembre a vestirsi di luglio…). Loro, gli alberi, invece seguono il loro corso regolare (si spogliano e si rivestono delle loro foglie al ritmo delle stagioni). Sono però, soprattutto, il nostro orologio più vero, quello che scandisce non il tempo spicciolo, ma quello che dà la sveglia ai nostri ricordi e alle nostre speranze. E che può trasformare un giorno come un altro in un altro giorno. Passi una mattina in macchina dal ponte alla Vittoria, la coda è più coda del solito, l’impianto di riscaldamento s’è rotto, alla radio danno solo cattive notizie e c’è lo sciopero della musica. Intorno a te dietro i finestrini delle altre auto solo facce scure e davanti a te, oltre il tuo parabrezza, i tergicristalli abbassati e il contrassegno (scaduto) dell’assicurazione, solo lamiere. E allora sei costretto a guardare di lato e, oltre la doppia striscia continua e la spalletta del ponte, riesci a vedere che, all’inizio del parco delle Cascine, proprio di fronte all’ex discoteca Meccanò, c’è una macchia indistinta di un giallo così accecante da farti credere che il sole si sia stancato di stare fermo lassù in cielo, abbia deciso di fare jogging alle Cascine ed ora, un po’ stanchino, si sia accasciato proprio lì di fronte (di lato) a te in attesa che apra il parco della luna (qualcuno lo chiama luna park). Poi metti a fuoco i tuoi occhi e scopri che il giallo è quello delle foglie che se ne stanno ancora appese ai rami dei loro alberi in attesa di colorare di giallo l’asfalto. Questi alberi sono undici e sono uno accanto all’altro e pensi: “Ma ci saranno stati anche ieri?” In fondo è un attimo, solo un attimo, perché poi qualcuno ti suona da dietro e sei costretto a ripartire. Riparti senza imprecare e all’altezza della Leopolda ritrovi la stessa identica coda, ma a te non interessa più perché adesso il riscaldamento dell’auto ha ricominciato a funzionare, alla radio ci sono solo buone notizie ed è finito lo sciopero della musica. O almeno ti sembra così. Ed è in questo momento che prendi un impegno con te stesso: “Domani mattina mi sveglio prima e mi fermo a fare una foto a quegl’alberi”.alberi.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.