Eravamo un gruppetto di ciclisti che stava pedalando da due ore circa nella laguna veneta in stradelli stretti stretti, tra uccelli, canne, acquitrini, laghetti e strisce di terra. Un bel paesaggio dove si confondono acqua salata e acqua dolce, acqua e terra, acqua e cielo. Colori e profumi indefiniti. Ma così forti da diventare sapori da gustare con il palato. E aria bona appalla. Intorno a noi nessuna traccia di anima umana. L’unica traccia di intervento dell’uomo era qualche casolare che, se pur in buone condizioni, appariva disabitato da sempre. Forse anche quei casolari facevano parte del paesaggio e non erano frutto della mano dell’uomo. Ad un certo punto uno di noi, il mio amico Lisiano per l’esattezza, nel silenzio assoluto sussurra una di quelle frasi che rimangono nella storia: “A me l’aria bona mi viene a noia”. Risate!

Eh si. Troppa aria bona può venire a noia. Meglio l’aria bona della città. In città fortunatamente ci sono spazi apposta per l’aria bona. Pensati e realizzati per questo: i parchi cittadini. Il parco cittadino è la mia dimensione.  Quando ho bisogno di aria bona vado lì. E quando mi è venuta a noia ne esco. Il parco delle Cascine per collocazione, dimensioni, colori cangianti con le stagioni, piccoli giardini, angoli misteriosi e grandi distese verdi è il mio ideale.  C’è uno spazio di aria bona per ogni  stato d’animo. Lì anche se tutto è in piano ci sono, per chi le vuol vedere, le discese ardite e le risalite. E, per i più arditi di fantasia, si può persino planare sopra boschi di braccia tese.

In questi giorni alle Cascine si riscrive una celebre canzone fiorentina dove è messere Dicembre a fare il rubacuori. Disposti a semicerchio sull’argine dell’Arno, tra il ponte della Vittoria e l’ex Meccanò, ci sono 11 alberi. Sono dei Ginkgo Biloba (o almeno credo). Per loro l’autunno arriva a dicembre e sembra una nuova Primavera. Le foglie si staccano dai loro rami con molta calma. E prima di staccarsi diventano gialle, di un giallo quasi accecante. Bellissimo. Il giallo è il primo colore che vediamo fiorire in Primavera e per i nostri Ginkgo Biloba è anche l’ultimo ad andarsene. Questo ingiallimento di fatto è una vera e propria e unica bella fioritura. 11 alberi e 1 solo cuore. Giallo fuori ma viola dentro.

“È ancora Primavera, svegliatevi bambine. Alle Cascine messere Dicembre fa il rubacuor”.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.