Nel giardino di piazza Dalmazia ci sono delle isole di convivialità. Sono due. Una è davanti  al cinema Flora. L’altra, identica, è poco distante. Insieme diventano un piccolo arcipelago di convivialità. Tuttintorno c’è il mar della Dalmazia. Qui la convivialità si gusta stando seduti su delle panchine particolari. Panchine sistemate così vicine da vedere il colore degli occhi di chi è seduto sulla panchina di fronte alla tua. Si crea così uno spazio dove è più facile condividere con gli altri il gusto di scambiarsi quattro chiacchiere, leggere, mangiare un panino, telefonare, chattare e , perche no?, essere solo senza sentirsi solo.

Si, di sentirsi solo in compagnia. Tutto è più bello in compagnia, anche la solitudine. Se la solitudine è una scelta consapevole e non è subita, allora anche lei, quando è vissuta insieme agli altri, diventa un’esperienza esaltante e non un esercizio frustrante. Le isole a forma di panchine di fronte al cinema Flora hanno anche il potere di alimentare la convivialità tra le mille cose che si agitano in te dopo aver visto un bel film che, in questa caso, è Gloria. Aiutano a trovare una sintesi. E tutto funziona meglio se intorno a te c’è qualcuno. Meno comodo della poltrona di casa tua, ma più stimolante. Gloria, che ha il volto dell’attrice  Paulina Garcia, è una signora di 58 anni che ama le canzonette e desidera un nuovo inizio per la sua vita. Crede di aver trovato un uomo con cui condividere un nuovo inizio, ma lui non ha il coraggio necessario per affrontarlo e lei rimane sola. Una solitudine profonda, che non troverebbe agio in nessuna panchina del mondo, ma forse in una canzone, si.

Fanny Ardant nel film la Signora della porta accanto dice: mi piacciono le canzoni perché dicono la verità. Più sono stupide e più sono vere. E poi non sono stupide… Che dicono? Dicono “Non devi lasciarmi”, “Senza di te in me non c’è vita”, “Senza di te io sono una casa vuota”, o “Lascia che io divenga l’ombra della tua ombra”, oppure “Senza amore non siamo niente”.

Gloria si ribella e decide di ballare da sola in mezzo a tanta gente. Lo fa sulle note e le parole della canzone omonima di Umberto Tozzi scritta insieme al fiorentinissimo Giancarlo Bigazzi. Ed è talmente bella mentre balla e canta che non può non essere sincera. Balla e canta gridando il suo nome ed in questo modo allontana e forse sconfigge definitivamente la sua solitudine. Potenza di una canzone. Buona fortuna Gloria!

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.