Che cos’è la felicità? La felicità si manifesta in mille modi diversi. È  tenera e si insinua dentro di te pian pianino. È birichina e si manifesta nascosta dietro un velo di dolore. È  esplosiva e arriva come un goal all’improvviso. È addirittura una bomba atomica se i goal all’improvviso sono 4. Dico 4, uno dietro l’altro. Ancora stai esultando per quello di prima che te ne arriva subito un altro e te non sai più nemmeno per quale stai gridando e saltando come un pazzo scatenato. Non sai più nemmeno quanti sono. Hai perso il conto. Ad un certo punto, nell’incertezza, decidi di fare un’unica esultanza per tutti e 4 insieme. In testa, nel cuore, in gola c’hai i fuochi d’artificio. Un orgasmo multiplo condiviso con una folla di gente. Un orgia di felicità senza pudori e tabù. Cos’è successo? Semplice, la Fiorentina ha fatto 4 goal alla mai abbastanza odiata Juventus in soli 15 minuti.

Quanta dura la felicità? La felicità dura il tempo in cui la vivi e dura nel tempo in cui la ricordi. Quell’esplosione di felicità in 15 minuti si prolunga in un tempo che al momento pare infinito. Chi ieri era allo stadio non voleva uscire. Non voleva tornare alla vita reale. Chi è rimasto ha continuato a intonare cori e quello più bello era semplice e diretto. Un sola parola gridata al pubblico rimasto, a chi era appena uscito, al resto della città: Firenze! E fuori ad attenderti c’era la tua città.

Nel bellissimo film Into the wild il protagonista dice che la felicità è reale solo se è condivisa. Vero. Verissimo. E per le strade di Firenze c’erano mille modi diversi per condividere questa enorme felicità e renderla reale. In via Marconi c’era un babbo che spiegava al figlio piccolo, seduto dietro al motorino, che la prima volta che aveva visto la Fiorentina vincere era con il nonno. In via Masaccio due ragazzi camminavano e ridevano uno accanto all’altro, ma senza guardarsi negli occhi perché c’era l’identica gioia ad unirli. Stamani sull’autobus un ragazzo ha voluto spontaneamente rispondere all’esultanza studiata dei giocatori della Juve con un significativo: la mitraglia di to’ mà.

Comunque sia, una cosa sarebbe rimasta, indipendentemente dal risultato, quella bellissima coreografia prima dell’inizio della partita con il bel giglio rosso in mezzo al viola della squadra della tua città: la Fiorentina!

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.