Va bene. E’ giusto non far arenare una città come Firenze nelle vestigia del suo passato, culla del Rinascimento si, ma c’è ben altro. E su questo siamo quasi tutti d’accordo.
E’ lodevole la volontà di creare in città anche un polo dedicato all’avanguardia artistica ma noi fiorentini  siamo anche troppo attaccati alle nostre radici, soprattutto quelle culturali, perciò veniamo  facilmente disorientati da troppe novità, anche se una maggiore volontà nell’informarsi su quello che viene presentato potrebbe evitare qualche reazione esagitata di troppo.
Ricordiamoci che il connubio tra tradizione e innovazione è un valore aggiunto per una città turistica come la nostra. Basta osservare le varie altre città europee come esempio.

Infatti  abbiamo potuto, nel bene o nel male, godere di varie collaborazioni, mostre nelle nostre piazze etc. Folon e Botero solo per citare alcuni dei positivi. Abbiamo poi in questi giorni il contestatissimo Jan Fabre, di cui alcune scelte artistiche sono decisamente di cattivo gusto (tristemente famosi i suoi cani), mentre è passata in sordina l’esposizione del teschio di Hirst in Palazzo Vecchio qualche tempo fa.
Sarebbe più opportuno non dare spazio a chi fa una tipologia di arte non eticamente accettabile, ma questa è parte dell’arte contemporanea, c’è poco da sbattere.

Non pochi si sono poi scandalizzati nel vedere l’installazione per il lancio della prossima mostra dell’artista cinese Ai Weiwei (di cui parleremo in maniera più esaustiva nei prossimi giorni), una serie di gommoni che vanno a coprire parte della facciata di Palazzo Strozzi.
Bell’effetto cromatico, dicono alcuni.
Ma nel Rinascimento decoravano i palazzi con dei gommoni? Si chiedono altri.
Altro non si tratta che un richiamo al dramma dell’immigrazione clandestina di questi tempi creato dall’artista cinese ma purtroppo la scarsa informazione (o la ricerca di questa) e il terrore di un nuovo artista pronto a tutto pur di shockare il prossimo è tale che molti sono andati sulla difensiva.

Comunque il risultato è stato raggiunto. La prossima mostra a Palazzo Strozzi sarà un successo.

 

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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Parole incenerite

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Musica e scienza