Questa settimana, la frequenza FM di Stereo Appalla ha deciso di puntare decisa sui Go!Zilla, duo garage-rock con una quarantina di live alle spalle, in attività solo da Gennaio 2012 ma già  celebre in città e non solo,  per il rumore che sa fare con i propri strumenti in mano.

I due giovani Go!Zilla, al secolo Luca Landi (27 anni, fiorentino, chitarra e voce) e Fabio Ricciolo (24 anni, espatriato da Taranto, batteria) sono in procinto di partire per un tour europeo (si avete letto bene…) di diciassette date sparse tra Italia, Svizzera, Belgio, Olanda e Germania oltre ad un’ altra cinquantina di concerti già fissati per i prossimi mesi tra club e festival di diverse amene località oltre il confine italico. Piccolo particolare: il primo album dei Go!Zilla ancora non esiste. Uscirà per la fiorentina Black Candy Records la prossima estate e nel frattempo ci possiamo go!zillare ascoltando l’omonimo EP dato alle stampe a settembre 2012 per l’etichetta pratese Santavalvola Records: sei pezzi tirati, riff di chitarra micidiali e appiccicosi, canzoni dirette al punto, che sanno far muovere i piedi come la miglior tradizione West Coast statunitense garage Anni ’60 comanda!

Intercetto i Go!Zilla  in un tardo, gelido, piovoso pomeriggio fiorentino complicato ulteriormente dal tipico traffico cittadino in stile: “E bastan du’ gocce d’acqua che Firenze si blocca!”.

Luca, tipo dall’eloquio sagace stretto nel giubbottino di jeans d’ordinanza nonostante la temperatura moscovita percepita, e Fabio, baffetto furbo, camicia a fiori e intelligenza più taciturna, si presentano quasi  in perfetto orario.

Sono solo un po’ provati perché appena tornati da Roma dove hanno girato il video per il loro secondo singolo in uscita: “Get me out of here”. Il primo, “I’m bleeding”, è stato rilasciato lo scorso Giugno.

 

Il vostro sito recita: I Go!Zilla sono un duo non convenzionale che mischia psichedelia Sixties con un moderno garage – rock. Pensereste che vengono da Austin (TX) in realtà sono di Firenze…a chi vi ispirate?

Luca: Quando ci descrivono ho sentito tirar fuori i paragoni più assurdi: dai Black Keys ai White Stripes…credo che dipenda solo dal fatto che queste sono tutte band composte da due elementi, proprio come noi. In realtà la nostra musica, facendo un enorme volo pindarico, assomiglia di più a quella del gruppo alternative rock USA, Mudhoney.  Per influenze, mi sento vicino anche ai Night Beats, altra band statunitense per la quale abbiamo aperto dei concerti all’estero.

Fabio: Una cosa è quello che facciamo, un’altra quello che ci piace. Il segreto è rubare qualcosa a tutti senza che nessuno se ne accorga! A parte gli scherzi, non credo che ci sia una sola fonte d’ispirazione: entrambi proveniamo da “scuole” musicali diverse e uniamo poi le nostre esperienze per dar vita alla musica dei Go!Zilla.

Avete appena girato il video del secondo singolo “Get me out of here”, che esperienza è stata?

Luca: Sono molto contento. Per me è il secondo video, il primo l’avevo girato con il vecchio batterista (NdA – Andrea Delvento uscito dalla band a Giugno). Abbiamo fatto le riprese a Roma su un set all’aperto: ha piovuto tutto il giorno, è stato massacrante! Nel video ci vedi sporchi, sudati e fradici che suoniamo in presa diretta sotto l’acquazzone. Quando sei sotto stress dai il meglio di te e infatti tutto è risultato molto naturale!

Fabio: E’ stata la mia prima volta su un set! Esperienza bella, nonostante la pioggia. E’ successo di tutto: abbiamo iniziato a suonare e veniva giù il mondo, poi ad un certo punto è andata via la luce e ci siamo dovuti spostare all’aperto! Tutto molto frenetico e divertente. Viste le condizioni atmosferiche  in cui è stato girato, lo definirei un video bello marcio!

Chi scrive brani e musica?

Luca: Prima che arrivasse Fabio, le vecchie canzoni l’ho scritte tutte io. Adesso, invece, cinquanta per cento per uno. Di solito cerco di trasporre in musica ciò che voglio esprimere in base alle esperienze che vivo. Cerco d’ispirarmi a tutto ciò che mi circonda. Uso solo l’inglese perché è lo sbocco naturale per la nostra musica. In italiano non piacerebbe a nessuno!

Fabio: Facciamo un po’ quello che fanno tutte le band: ognuno mette sul tavolo quello che ha e poi si sviluppano le idee. L’inglese è l’unica via anche se sarebbe interessante provare a scrivere in inglese e poi tradurre i testi in italiano come fanno i Verdena: sicuramente sarebbe meno convenzionale e prevedibile!

Arriviamo al punto: come mai suonate molto di più all’estero che a Firenze e in Italia in generale?

Luca: L’Europa, musicalmente parlando, si compone di almeno dieci paesi tutti con una scena underground simile e collegata. La situazione si autoalimenta: noi, dopo il tour in UK a Novembre, siamo stati notati e scritturati da un’agenzia inglese di booking che ci ha organizzato subito un altro tour di una quindicina di date a Marzo sempre nel Regno Unito. In Italia funziona solo la pubblicità, molto meno il passaparola tra gli addetti ai lavori e se non hai un promoter davvero bravo, ti fermi.

Ci tengo a dire che i nostri tour sono tutti pagati, per noi sta diventando un lavoro a tempo pieno, una conquista di cui sono molto orgoglioso.

Fabio: La scena underground in Italia è un giro in cui è difficile entrare. Se ci riesci si creano ottime prospettive, altrimenti resti a piedi. Quando ci provi con tutto te stesso e nonostante ciò ti sbattono le porte in faccia, l’alternativa è per forza andare all’estero dove tutto è meno macchinoso. Noi non abbiamo preferenze: non ce ne sbatte un cazzo di suonare in Italia per forza, se non ci danno la possibilità andiamo all’estero senza nessun problema!

Al netto di tutto ciò, qual è il club/locale dove preferite suonare a Firenze?

Luca: Al Tender Club in Via Alamanni. A livello di acustica, mi è piaciuto tantissimo anche suonare alla Flog.

Fabio: Un posto in cui ancora non ho suonato: il Viper. E’ la giusta via di mezzo tra un piccolo rock club e una sala di grandi dimensioni.

Qual è la band di Firenze che apprezzate di più?

Luca&Fabio: I Vickers, di cui siamo molto amici e con i quali condividiamo la sala prove. Stanno registrando un album bellissimo…

Avete alle spalle già qualche concerto, aneddoti rock’n’roll on the road che si possano raccontare?

Luca: In Germania è successa una cosa assurda: una ragazza tedesca che non avevo mai visto prima ci urlava in continuazione di suonare  “I’m Bleeding”, il nostro primo singolo! Non mi sarei mai aspettato di esibirmi per la prima volta in un posto e trovare qualcuno che conoscesse già le nostre canzoni…per lo più all’estero! Che grande soddisfazione: mi sono sentito come Ramazzotti!

Un altro bel momento è stato quando, dopo un concerto a Liverpool, il fonico del locale dove avevamo suonato, che aveva lavorato anche con i primi Oasis, ci ha riempiti di complimenti!

Fabio: A Ravenna, durante il nostro ultimo concerto, nel pubblico era presente un energumeno  americano completamente ubriaco che mi ha fissato con la faccia incazzata per tutta la durata del set. Era insieme ad altri quattro tipi grossi come lui e lì per lì ho pensato che mi volessero menare! In realtà il tipo che mi guardava era solo esaltato dalla nostra musica. Finito il concerto, abbiamo fatto un bis, ma all’americano non bastava: per calmarlo sono stato costretto a risalire sul palco con lui e un suo amico per improvvisare un’improbabile jam session di batteria. Quando s’è stancato, l’energumeno m’ha abbracciato e se n’è andato a fumare una sigaretta…In tutto ciò Luca s’era dileguato già da un bel po’!

Prossimi concerti: H 23:00, Venerdì 18 Gennaio@ Tender Club (Via Alamanni 4, Firenze). Ingresso Libero.

gozilla.bandcamp.com

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!