Carissimi amici,

ho finalmente deciso, dopo anni di sofferte cefalee ed penosissimi spasmi gastro-intestinali, di coniare un nuovo acronimo per definire tutti coloro che, scientemente o meno, facciano, proprio nella città di Dante e del Dolce Stil Novo, pubblica macelleria del nostro prezioso idioma italico. Dopo lungo riflettere mi risolvo dunque nel sintetizzare il concetto in GSK, ovvero Grammar Serial Killer (Assassini Seriali della Grammatica). La goccia che ha fatto traboccare il classico vaso è proprio la perla iconografica di cui mi ha fatto dono un gentile lettore di questa nostra rubrica e della quale oggi mi appresto a far esegesi. Ivi si può leggere testualmente: «Il proprietario della bicicletta e invitato a non sostarla più istruisce il passaggio se non viene rimossa saremo costretti a chiamare vigili.» Lo so, lo so bene, che corro il rischio di fare la parte dell’odioso maestrino. Non è però necessario che ora pensiate subito al fatto che non si può nascere tutti “imparati”, come dicono da qualche parte. Ma concedetemi almeno che, se in un solo periodo di 22 parole, poiché manca totalmente la punteggiatura, è possibile usare almeno quattro volte violenza alla lingua italiana, lo si possa considerare davvero troppo! Gli accenti, questi sconosciuti, le congiunzioni, forse sono una malattia degli occhi, la consecuzio temporum, pare una criptica formula magica da alchimisti medievali. Forzare poi la transitività del verbo sostare (a meno che non si tratti di citazione dantesca: sosta un poco per me la tua maggior cura) richiama molto da vicino la celeberrima battuta: “Cara, scendi il cane che lo piscio!” Ma il sublime, e quindi il genio puro che ne è manifesta sostanza, sta in quel cambio di iniziale, ostruire-istruire, che schiude i nostri ristretti orizzonti tanto ai paradisi dell’estasi goliardica quanto agli abissi più profondi dell’involontario “lato oscuro” dell’autoironia. Se la bicicletta ostruisce quindi il passaggio fisico del nostro genio fiorentino sul suo marciapiede, altrettanto egli ostruisce a noi, pardon, istruisce noi sul vero senso manzoniano del “risciacquare i panni in Arno”. Niente voti a questo giro. Mi rimetto alla clemenza della corte.

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.