“Guarda che è l’una, cazzo!” Mi dico così perché all’una, sotto la luna di via dell’Agnolo, ho un’appuntamento con il mio amico ‘Armine. Parcheggio la macchina in viale Giovine Italia proprio sotto il prato sistemato sul muro delle vecchie carceri. Attraverso spedito (si fa per dire) una piazzetta del caffè delle Murate felice e sveglia. Dietro l’angolo mi aspetta il mio alter-ego lunatico, anche lui felice e sveglio. Ci accorgiamo che, stranamente, siamo vestiti uguali (o quasi). Mah! Al bar in piazza S.Ambrogio la ragazza dietro il banco sorride alla mia richiesta di un bicchiere di acqua metà gassata e metà naturale, probabilmente pensando a un inedito tentativo di imbrocco. Rimane delusa quando, dopo alcuni suoi sguardi interrogativi, gli spiego seriamente, senza tradire nessun compiacimento, il perché di questa mia scelta a favore di un’acqua (e di una vita) lievemente frizzante.  Il suo imbarazzo prosegue sempre più convinto quando, mentre mi versa il cocktail d’acqua,  gli dico che la classe è acqua, per poi trasformarsi definitivamente in odio quando il mio amico ‘Armine gli chiede semplicemente un caffè e un bicchier d’acqua …..solo naturale però. Io e ‘Armine: un bicchier d’acqua di qua, una bicchier d’acqua di là e la notte se ne va….. Alle 4.00 in piazza Ghiberti, davanti alla tettoia del mercato e agli sguardi creduli degli ortolani che stanno montando i banchi e di due vigili che stanno facendo una rimozione, ci sono una ragazza ed un ragazzo che si baciano appoggiati ad una colonnina per la ricarica dei veicoli elettrici ed un ragazzo ed una ragazza che, lì vicino, se ne stanno noiosamente seduti sul marciapiede appoggiati al bandone di un garage. Ad un certo punto i ragazzi della colonnina guardano l’orologio, si scambiano alcune carezze, salgono in una macchina e vanno via.  I ragazzi che prima erano seduti sul marciapiede si alzano improvvisamente e si dirigono alla colonnina dove cominciano a baciarsi. Come dal medico, sembrava non aspettassero altro che il loro turno. Che sia un porta fortuna per innamorati? Che la moda dei lucchetti sia stata sostituita da quella della colonnina dei veicoli elettrici?  Domande che spero possano trovare una risposta! Io e ‘Armine continuiamo: un bicchier d’acqua di qua, una bicchier d’acqua di là e la notte se ne va…..anzi se n’è già andata. Ormai il sole si è già alzato sulle spalle della notte. Lascio ‘Armine, bacio la colonnina elettrica galeotta e  in via dell’Anguillara incontro due ragazze giovanissime che stanno danzando a piedi nudi sull’asfalto bagnato dietro una spazzatrice della Quadrifoglio. Sono bellissime. Come Noodles-Bob De Niro nel finale di “C’era una volta in America” mi lascio sfilar via questa notte dietro la spazzatrice. Qualche metro più in là anch’io, non visto, mi tolgo le scarpe, accenno un passo di danza molto personale e mi avvio verso un nuovo giorno cantando “Guarda che luna”.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.