hamburger 1L’hamburger è diventato, ultimamente, più una moda che un cibo di strada nel senso stretto del genere.  È possibile trovarlo servito nei modi più disparati, di tutte le qualità, dalla più ricercata fino ad arrivare al peggior hamburger immaginabile. Insomma i nostri palati hanno visto di tutto ma quello che mi è successo un paio di settimane fa mi ha fatto prima sorprendere, poi fare una riflessione.

Partiamo dall’inizio. Vengo invitato da amici ad una cena in centro e, arrivato sui lungarni all’appuntamento, mi trovo davanti al locale scelto. Non farò nomi, questa volta, anche perché temo che questa che sto per raccontarvi sia una tendenza che purtroppo sta prendendo piede un po’ ovunque in Firenze. Interdetto dalla scelta del posto in quanto storicamente locale “bene” della movida fiorentina, entro e prendo posto al tavolo.
Dopo aver scoperto, con mio terrore, che il menù prevede soltanto hamburger o la possibilità di servirsi al buffet dell’aperitivo, scelgo il mio panino e mi preparo al peggio. Infatti tutto è condito da musica lounge e da una sorta di evento di una ditta di prodotti per uomo dove era possibile farsi la barba (scopro poi essere sponsor di una festa privata che ha iniziato poco dopo). L’insieme non creava il massimo dell’aspettativa.

Il panino servitomi, tra l’altro da simpaticissime cameriere, ha un ottimo aspetto con tanto di scelta di salse e patatine fritte come contorno. Il primo morso scioglie ogni dubbio. Qualità pessima. Pane congelato e carne tutt’altro che ottima, cottura inesistente.

Adesso il punto. Può realmente convenire ad un locale, qualunque esso sia, di rischiare di compromettersi servendo cibo così scadente? Soprattutto in un tale contesto? L’attitudine che può essere descritta col motto fiorentino “icche ci va ci vole” può risultare un boomerang. Soprattutto se si ha a che fare con clienti più attenti o esigenti con i quali crearsi un cattivo nome per l’aver voluto strafare, è un attimo.
Insomma, vi prego, lasciamo il cibo al suo giusto posto e portiamogli il giusto rispetto.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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Corner pizza

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Paninoteca da Anna