sportoOramai è cosa nota. La posizione di un’attività commerciale, soprattutto se tratta alimentazione, è fondamentale. Piazzarsi in una strada secondaria, di poco passaggio, ti fa risparmiare quelle centinaia di euro che permettono ai gestori di arrivare a fine mese, ma può arrivare a compromettere, nel tempo, la vita della loro attività.
A rincarare la dose ci si mettono i vari cantieri, malvisti o no, della tramvia che negli ultimi tempi stanno cambiando l’aspetto e le abitudini degli automobilisti del capoluogo Toscano.

È questa più o meno la situazione che ho trovato in una delle mie solite escursioni seriali, con tappa tanto per cambiare al campo del rugby, dove ho dovuto cenare al “volo” per evitare di arrivare in ritardo all’appuntamento preso. Noto, quasi per caso, in una deserta via Gordigiani, “Happy pizza”. La strada, il cui accesso è al momento ridotto da un cantiere e che io ho imboccato giusto come scorciatoia, ha pochissimo passaggio e viene, infatti, frequentata principalmente dai frontisti.
Parcheggio ed entro. Sono l’unico cliente alle ore otto e venti del mercoledì sera di un nuovissimo locale, pulito all’inverosimile, con frigoriferi industriali in bella vista (cosa che mi ha fatto storcere il naso). Soltanto due teglie di pizze, già a metà, disponibili nel banco, da assaggiare subito. Ma la gentilissima commessa mi propone qualcosa di espresso.
Scelgo gorgonzola e noci e senza battere ciglio il pizzaiolo parte nella preparazione. Tolto il fatto che il gorgonzola era finito, accetto di buon grado una variante inventata sul momento ed aspetto il mio piatto continuando a studiarmi il locale.
Scarsa l’offerta di birre, buona l’idea di offrire una certa scelta di vini, possibilità di mangiare anche insalate e carpacci. Pochi posti a sedere, sgabelli, in quanto il posto è concepito principalmente come un take away.

Mi viene finalmente servito il tagliere con in bella mostra l’opera del buon pizzaiolo. Anche se condimento e pasta sono più che buoni  a rovinare tutto è la dimensione della pizza. A mala pena è riuscita a saziarmi, più volte mi sono trovato a chiedermi quanto potesse pesare la “pallina” di pasta per fare quella pizza.
Peccato. Avendo un prezzo nella media delle pizzerie fiorentine e la posizione di cui sopra, può essere incerto il futuro dei nostri amici ma come mia abitudine tornerò, tra qualche tempo, a trovare i ragazzi di Happy pizza, anche solo per vedere se vengono chiusi questi maledetti cantieri.

 

 

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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Special Pizza