Mentre guidavo ascoltando un brano degli AC/DC, pensavo alla ricetta da suggerire per questa settimana. Pioggia, freddo e rock duro, sono gli ingredienti che mi hanno accompagnato mentre andavo a fare la spesa al supermercato. La lampadina che mi suggeriva la ricetta, però, non si era ancora accesa quando per caso, nel banco della carne, ho ritrovato un tesoro che non vedevo da anni. Negli anni 60, le mamme lo cucinavano per i loro bambini, rigorosamente lessato e accompagnato da uno spicchio di limone, mentre per gli adulti, veniva servito fritto.
La cultura alimentare di quei tempi sosteneva che dovevamo mangiarlo perché faceva bene ed era nutriente. Nonostante ciò, alcuni di noi, pur dovendolo mangiare, storcevano la bocca!
Horror in cucina? Certo che no. Oggi, questo alimento, potrebbe essere nuovamente di moda. Telefilm sugli zombi, come “The Walking dead“, raggiungono punte di share incredibili secondo me, però, chi lo ha realmente sdoganato è stato il film, “Indiana Jones e il tempio maledetto”.
Sto parlando del cervello di vitello, ingrediente principe della mia ricetta.

Lesso, non sono proprio riuscito a cucinarlo, ma fritto sì, e il  risultato è stato eccellente. Ecco come procedere.
Comprate, ovviamente, un cervello di vitello, lavatelo accuratamente e  fatelo sbollentare in acqua, con aggiunta di qualche cucchiaio di aceto, per circa un minuto (non di più).
A questo punto, toglietelo dalla pentola e  mettetelo in una zuppiera, contenente acqua fredda e un po’ di succo di limone.
Trascorsa mezz’ora, toglietelo dall’acqua, lavatelo e pulitelo togliendogli tutti i grumi di sangue e la pellicina che lo ricopre. Fatelo a tocchetti, infarinatelo e lasciatelo riposare per almeno 10 minuti. Nel frattempo, sbattete un uovo intero con un po’ di latte, sale e pepe mentre, in un altro piatto mettete del pangrattato. Passate i pezzetti di cervello infarinato nell’uovo e poi nel pangrattato, adagiandoli in un piatto, distanziati fra  loro, e fateli riposare per altri 10 minuti,.
Friggeteli in olio ben caldo e serviteli bollenti, con qualche goccia di succo di limone. Accompagnateli con un buon vino bianco, non molto strutturato, come per esempio un Galestro.

Devo dire che questo piatto mi ha riportato indietro nel tempo, apparentemente semplice da preparare ma, al tempo stesso ricco di piccoli accorgimenti, indispensabili per una buona riuscita.

Buon Appetito!

Cervello fritto

Cervello fritto

(Visited 157 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

TESTTTTTTTTT

Tavola a colori!

TESTTTTTTTTTT

Alé Viola!