L’espressione “acceleratori di velocità” indica quei mezzi elettrici che avrebbero l’ambizione di diventare un’alternativa ecosostenibile per la mobilità personale a breve raggio. In sostanza si tratta di mezzi elettrici (monopattini, skateboard, self balancing scooter, questi ultimi noti anche come hoverboard) caratterizzati da basso costo, dimensioni ridotte, peso contenuto, tempi brevi di ricarica, autonomia di diversi chilometri e una velocità massima di circa 10 Km/h o, nei modelli top, anche di 20 Km/h.

L’aspetto più delicato, legato alla diffusione di questi oggetti, è che c’è un vuoto normativo relativo alla loro classificazione e al loro utilizzo.

Chi si avventurava sul terreno delle possibili sanzioni all’uso di questi attrezzi su strada ipotizzava, fino ad oggi, che si potesse essere sanzionati per infrazione all’articolo 190 del Codice della strada (importi da 25 a 99 euro).

Da oggi, però, c’è un precedente che rischia di affossare un mercato in forte crescita.

A Trento un cittadino, che circolava su suolo pubblico a bassissima velocità su un hoverboard, si è visto contestare ben di peggio.

In assenza di norme specifiche, infatti, i vigili urbani del capoluogo trentino hanno considerato il self balancing scooter un motoveicolo o un ciclomotore e hanno contestato all’utente la mancanza di targa, di certificato di circolazione (giova ricordarlo, impossibili da ottenere per mezzi non omologati), di assicurazione e del casco: 1.200 euro il conto finale, oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente del “guidatore” e al sequestro del mezzo.

L’interpretazione, ad un profano, appare legittima, trattandosi di mezzi che superano i 6 Km/h (se non superassero tale velocità sarebbe ragionevole ipotizzare la “semplice” infrazione all’art. 190 del CdS di cui sopra).

La logica vorrebbe che questi apparecchi venissero equiparati alle biciclette elettriche (“a pedalata assistita” in burocratese), ma allo stato attuale non è così. In una città come Firenze sarebbe molto vantaggioso poter utilizzare una simile soluzione per la mobilità personale, ma fino a quando questi nuovi mezzi di trasporto non saranno adeguatamente normati, chi acquista un hoverboard ha diritto di circolare solo in aree private e spendere 300 o 400 euro per girellare in cortile sembra francamente eccessivo.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.