In via degli Alfani c’è ancora un minuscolo angolino dove si possono trovare vecchie edizioni in vinile, manifesti e piccole curiosità artistiche non meglio identificabili. Rimestando negli scaffali, accanto a ragazzi di non so quale nazionalità, mi sono imbattuto in una vecchia e satinata foto: o che ci fanno gli Alinari in questo contesto? Cosa lega il paludato barone di Tweedsmuir, John Buchan , avvocato e corrispondente di guerra, con un maestro del cinema come Alfred Hitchcock e la suddetta foto dei famosi fotografi fiorentini? Alchimie trigonometriche o effluvi lisergici? Ma no, suvvia, la risposta è molto più semplice: un racconto noir, forse uno dei primi romanzi di inseguimento, al quale il cinema ha dato senz’altro più lustro rispetto al libro in questione. Libro che in copertina riporta l’immagine di Robert Donat immortalato appunto proprio dagli Alinari.

La storia ruota su un misterioso messaggio in codice lasciato, poco prima di morire, ad un annoiato avventuriero sudafricano, Richard Hannay. Nel plot si farnetica di un complotto tra Germania e Russia e di un conseguente e devastante conflitto bellico. Appena decifrato il codice, Hannay, diventa così l’unico obiettivo della losca organizzazione la “Pietra nera” iniziando così la sua grande fuga. Avventure che si succedono in maniera troppo cadenzata e francamente poco probabili, fra langhe e brughiere, con travestimenti azzardati e un po’ inverosimili, portano infine ad un epilogo abbastanza scontato e molto frettoloso. Scrittura piuttosto rigida che risente del periodo, i primi del Novecento, e naturalmente della personalità dell’autore, ma che ha il pregio di aver stimolato la geniale mente di Hitchcock.

Ne è nata una sceneggiatura incalzante e piena fascino che farà da capostipite, nel corso dei decenni successivi, a innumerevoli pellicole del filone “braccati dal nemico”. Lettura consigliata solo per appassionati del genere.

Edizione commentata

John Buchan, I trentanove scalini, Gruppo Editoriale Newton, Roma, 2004

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it