Il fenomeno è noto da tempo, soprattutto alle nuove generazioni che hanno perso l’abuitudine di associare i contenuti ad un supporto. Chi vuole ascoltare musica oggigiorno sempre più di rado lo fa avvalendosi di un supporto (CD o vinile che sia). Lo streaming e i servizi in abbonamento hanno cambiato la mentalità di chi ascolta musica.

La priorità è data alla fruizione e non al possesso. Finché si è iscritti ad un servizio di streaming, si possono ascoltare i brani desiderati quando si vuole, senza la necessità di immobilizzare capitale per l’acquisto di supporti.

Se questo è vero per la musica, dove il numero di ascolti di un supporto acquistato con convinzione è elevato, lo è a maggior ragione per i film, che difficilmente vengono visti più di un paio di volte, con un costo per visione decisamente poco vantaggioso.

È quindi comprensibile che il destino riservato ai supporti musicali si estenda anche al settore dell’home video.

La crescente tendenza del mercato a fornire al pubblico contenuti video (film, telefilm, serie, etc.) on demand in abbonamento, complice anche la diffusione sempre maggiore di connessioni a banda larga, sta ridimensionando drasticamente il mercato dei supporti tradizionali.

Per verificare il fenomeno è anche sufficiente notare come negli ultimi anni si siano ridotti gli spazi dedicati ai supporti video nelle grandi catene di distribuzione: sempre meno espositori vengono riservati a dvd e bluray.

Una ulteriore conferma del futuro destino del mercato dei supporti video si è avuta nelle scorse settimane, con l’annuncio ufficiale di Samsung della imminente cessazione della produzione di lettori bluray. Considerando che il costruttore coreano è stato tra i promotori del supporto ad alta risoluzione (bd 4k) la notizia diventa ancora più significativa.

Altri costruttori prima di Samsung hanno compiuto la stessa scelta, basti pensare al clamoroso caso della Oppo, che ha annunciato la cessazione della produzione in concomitanza con la presentazione del suo nuovo lettore bd 4k.

Con buona pace dei feticisti dei supporti fisici, il futuro della fruizione video sarà sempre più all’insegna dello streaming.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.