Vivere, in estrema, sintesi significa porsi domande, interrogarsi e cercare risposte. Da un punto di vista meno filosofico, è normale che ci si pongano quesiti di ogni genere, che vanno dall’esistenziale al culinario.

In passato la ricerca di risposte non lasciava molte tracce, salvo nei casi dell’opera di pensatori e artisti. All’epoca di internet, invece, i dubbi che animano le ricerche di chiunque restano implacabilmente scolpiti nella storia, per colpa di Google.

Analizzare le domande che vengono poste al noto motore di ricerca permette di avere uno spaccato della società che farebbe la gioia di qualunque sociologo. Google Trends, non senza una vena di perfidia, storicizza le ricerche effettuate a livello globale raggruppandole per nazione in macro-categorie. Dando uno sguardo alla categoria del “perché”, si vedono le ricerche che sono state effettuate su Big G da parte degli utenti che si sono interrogati sulle ragioni di determinati fatti.

Si scopre così, ad esempio, che nel 2018 gli Italiani si sono arrovellati nel tentativo di capire perché si festeggi l’8 marzo. Il dubbio successivo in classifica riguarda la ragione per la quale i calciatori nella tredicesima giornata di campionato avessero un segno rosso in faccia (come adesione alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza verso le donne, per chi non se lo ricordasse). La causa del litigio tra Fedez e J-Ax è stata la terza ricerca di “perché” più comune dell’anno, solo apparentemente meno importante della quarta, che indagava le motivazioni che avevano spinto Illay Blasi ad utilizzare una parrucca. La quinta ricerca più comune della categoria “perché” sottolinea la necessità degli Italiani di capire le ragioni dell’esclusione di Asia Argento da X Factor.

È utile ribadire che sono le cinque ricerche effettuate più di frequente su Google dagli Italiani nel 2018.

Come dire che i quesiti che ci siamo posti non sono precisamente sui massimi sistemi.

Caso mai venisse a qualcuno il dubbio che ci sia stata una moria di neuroni nel corso dell’anno, può essere utile verificare quali fossero i dubbi ai quali gli Italiani cercavano risposta nel 2017. Perché la Catalogna volesse l’indipendenza è stata la domanda più digitata. Pregevole passo avanti rispetto al 2018 nella qualità dei quesiti, verrebbe da pensare, se non fosse che la seconda e la terza posizione nella classifica riportano alla concretezza dei dubbi degli Italiani, che si si sono arrovellati per comprendere perché fischino le orecchie o perché le cicale cantino. Il naturale italico spirito godereccio ha spinto, mentre si gozzovigliava, ad approfondire le ragioni per le quali si festeggia l’8 marzo (evidentemente un evergreen tra i dubbi nostrani) o il ferragosto.

E nel 2016? Qui le cose si complicano, dato che il primo quesito della classifica dei “perché” è quanto meno spiazzante: perché si intasa il braciere? In tanti si sono posti il quesito e hanno evidentemente avuto necessità di ricorrere al noto motore di ricerca per comprenderne le ragioni. Il secondo quesito più ricercato nel 2016 è una delle domande che l’uomo si pone fin dalla notte dei tempi: perché i gatti hanno paura dei cetrioli? Al terzo posto troviamo un quesito che spinge a ritenere che gli Italiani siano migliori di quando queste classifiche non lascino credere: perché c’è stato il colpo di stato in Turchia? Il quarto quesito permette di comprendere meglio il recente allarme lanciato dall’Istat sulla scarsa natalità in Italia: perché un neonato piange sempre? Lacrime alle quali ci uniamo di buon grado, vedendo il livello generale delle domande. Il quinto quesito è, in realtà, il quesito dei quesiti, al quale evidentemente gli Italiani hanno trovato risposta, visto che negli anni successivi l’argomento non è stato toccato: perché un uomo sposato tradisce?

Solo apparentemente le domande sono scollegate tra loro. È utile infatti ricordare che l’uomo tradisce perché a casa il clima è insostenibile: il bimbo piange sempre, più che altro per empatia, perché vede il gatto terrorizzato dai cetrioli in cucina; meglio così, perché almeno non si deprime ulteriormente per le immagini del colpo di stato in Turchia che scorrono sulla TV. Mentre il marito esce a consumare il suo adulterio, la moglie brucia le prove del proprio, perché sarà anche vero che l’uomo tradisce, ma di norma lo fa con un’altra donna ed essendoci una sostanziale parità numerica viene da credere che molte delle amanti siano a loro volta sposate. Ovviamente le prove alle quali la moglie dà fuoco sono molte, per cui inevitabilmente il braciere si intasa.

Tutto chiaro: basta ragionare un po’ e si comprende la ragione di quesiti solo apparentemente bizzarri.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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