Alla fine ce lo aspettavamo. Anche se si erano visti alcuni momenti di buon gioco contro l’Irlanda, una vittoria contro la Russia, torna a farsi vedere la solita Italia, confusionaria e poco conclusiva in attacco contro una  Francia, squadra ospite di questo test match,che  non ha brillato in campo se non per una superiore fisicità e velocità in campo rispetto agli Azzurri.
In altre parole una partita non bella da vedersi nonostante le 7 mete dei Coqs, di cui una tecnica per una decisione arbitrale anche troppo severa, rispetto alle 2 segnate dagli italiani.

Sapevamo che l’avversario era difficile da affrontare, i due precedenti incontri contro la Scozia dovevano segnalare l’andamento della squadra che, ripeto, in quel di Parigi non ha davvero brillato, ma gli Azzurri, che si hanno iniziato la partita con il piede giusto, con reazioni immediate ai punti subiti, hanno mollato la presa sulla partita non appena il gioco si è fatto duro. Subire una meta tecnica  dopo un intercetto nei 5 metri avversari per un fallo (discutibile ma tant’è NDA) nel tentativo di annullare la meta francese quando si è in superiorità numerica per gialli dovuti al gioco falloso degli ospiti a inizio partita , fa tremare i nervi a chiunque. Ma questo è il rugby, bisogna imparare a tenere botta.

Inutile dire che, come i Francesi hanno minimamente organizzato il loro gioco, la partita è diventata a senso unico. 47-19 il severo punteggio che segnava il cartellone a fine partita

In altre parole, l’Italia deve correre ai ripari? Decisamente si. Principalmente nella discontinuità di prestazioni, non dico di vittorie, e nella tenuta psicologica della compagine e nello sfruttare le occasioni che faticamente gli Azzurri creano o si trovano per un colpo di fortuna. Conor O’Shea sta continuando a fare un ottimo lavoro, secondo il mio modesto parere, ma l’impressione che le reali capacità della attuale Italia siano state sopravvalutate c’è.

Venerdì prossimo un altro impegno impossibile, contro l’Inghilterra, per guardare poi alle prime partite del Mondiale. Al momento guardiamo anche Namibia e Canada con preoccupazione.

 

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.