Sono sempre stata una sostenitrice del servirsi dei saperi altrui, dalle mansioni di casa alla bigiotteria fatta a mano. Il fai da te, gli uomini improvvisati idraulici, perfino il pane fatto in casa non fanno per me. Certo non ho mai dovuto far quadrare un bilancio familiare, e forse tra dieci anni avrò un’opinione diversa sugli idraulici improvvisati, ma ho ancora tempo per cambiare idea. Non ho mai avuto il piacere del fare le cose da me, al di fuori di quello che so e amo, e non perché penso che ognuno debba fare solo il suo senza imparare altro, ma perché mi piace affidarmi alle professionalità altrui, mi piace rivolgermi a chi sa fare, perché le persone sanno fare.

Tra due giorni i miei 25 diventeranno 26, e sono anni che penso di aver speso bene, con le persone giuste intorno. L’ho capito soprattutto negli ultimi mesi, guardando due persone a me molto care impegnarsi nell’autoedizione del loro romanzo. Un percorso difficile e intenso, in cui hanno dovuto e voluto curare ogni dettaglio al meglio, dalla scelta della copertina alla creazione di un sito web, dalle fotografie alla traduzione. E per ognuna di queste cose hanno saputo a chi rivolgersi, senza dover cercare su internet studi fotografici, disegnatori e programmatori, perché intorno a loro avevano già amici o conoscenti in grado di poter fare quello di cui avevano bisogno. Persone che non hanno improvvisato, ma professionisti veri, tutti neanche trentenni, che hanno un talento, hanno studiato molto, e sanno quello che fanno. Sanno. Vederli settimana dopo settimana mettere sempre più tasselli al loro puzzle mi ha rincuorata molto, mi ha dato una conferma. Anche se il mondo del lavoro a volte ci mastica e ci sputa, anche se non ci considera e anche se è tutto maledettamente difficile, noi sappiamo. Siamo tutti dentro ad una parola abusata e spesso presa in giro, ma eccoci, siamo i ‘giovani’, e quelli che ho intorno hanno davvero delle competenze, un’arte, un sapere, un talento pronti ad essere fruiti. I giovani sanno, davvero.

foto tf3
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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.