Non è facile parlare di questo antico modo di dire senza rischiare di cadere nel triviale.
Certo il “popolino” di Firenze, quello che ha poi fatto la storia quotidiana della nostra città, badava più alla sostanza del discorso piuttosto che ad una certa etichetta, ma non ne possiamo fare sicuramente una colpa. Anzi: proprio quei modi spiccioli con cui si esprimevano i nostri beceri antenati, oggi in qualche maniera sono come una bandiera. Un segno di riconoscimento della fiorentinità a cui siamo attaccati.
Così questo certo “Lica” è passato, in un certo qual modo, alla storia, ma non per le sue doti (che spero qualcuna forse doveva avere), bensì per un difettuccio (anzi due), che sarebbe stato bene fosse rimasto segreto.
Ma chi era costui?
A questa domanda non è possibile dare certezze assolute, tutt’al più possiamo contare su chiacchiere, sul sentito dire. Non saprei, ad esempio, dove collocarlo storicamente; forse nel Rinascimento (considerato il particolare “comportamento”, allora praticato dal moltissimi fiorentini di tutti i ceti), o, perché no, anche in epoche più recenti. Sappiamo però il mestiere, garzone, e il contesto urbano dove abitava e lavorava, San Frediano.
Orbene: il Lica (chissà come si chiamava veramente), era molto sensibile al fascino femminile, specialmente quello esibito da signore che lo prestavano a pagamento, ma il suo magro salario non permetteva tali spese. Tanto però era irrefrenabile il suo desiderio che alla fine si decise a cedere alle avances del suo padrone di bottega (ovviamente diversamente orientato) in cambio di un congruo tariffario. Così il nostro garzone riscuoteva da una parte per poi riversare il tutto in quelle case di tolleranza che amava frequentare.
Cattive le voci dei vicini che subito lo additarono come esempio da non seguire, tanto da coniare proverbi qui non ripetibili, ma che ancora qualcuno a Firenze ricorda.

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Maurizio Bertelli

Da sempre innamorato di Firenze e della sua storia, per diletto e passione scrive spaziando dalla saggistica si romanzi, fiabe, racconti, modi di cucinare sempre improntati sulla fiorentinità.

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