The Lone Ranger – Gore Verbinski.

Una volta avevo un paio di pantaloni che mi stavano da Dio, quel tipo di pantaloni che riescono a non mostrare le nefandezze fisiche e ad essere comodi allo stesso tempo, intendiamoci, non erano niente di particolarmente elegante, erano quel tipo di vestito a cui ti affezioni e che ti regalano quanto meno un po’ di invisibilità ma che non ti metteresti mai per andare per esempio alla serata degli Oscar.

Poi purtroppo il tempo e la vita li avevano resi impresentabili costringendomi a disfarmene e io per anni ho cercato dei sostituti dignitosi per tornare a sentirmi nuovamente comodo e a mio agio in società, fino a che un giorno ne ho trovato un altro paio che, pur non essendo uguale, ci assomigliava parecchio.
Così l’ho comprato.
E me lo sono messo.
Ma erano diversi dai pantaloni precedenti, certo, non cosi diversi da creare meraviglia o stupore negli altri, solo un tantino diversi, quel tantino che bastava ad attirare per un secondo lo sguardo degli altri verso il basso, il mio basso, e magari a ficcargli tra i pensieri riflessioni del tipo: Questi pantaloni non sono male, ma hanno qualcosa che non va. Mi sembra di averli già visti eppure sembrano nuovi. Ma certo! Aveva dei pantaloni simili un tempo, però c’era anche del culo dentro, dov’è finito? Ma si può vivere senza culo? Certo che potrebbe anche fare un po’ di palestra, sembra che non ci sia nessuno dentro quei pantaloni? E comunque quelli prima anche se erano uguali erano meglio.
E cose del genere.
Ecco, questo film che resiste da qualche settimana nelle sale fiorentine solo perché non c’è nient’altro di meglio, è cosi, non è bruttissimo, anzi, se uno è di bocca buona e senza pretese si lascia anche guardare ma ci sono un paio di cose che non vanno. La prima: è praticamente una copia sbiadita dei precedenti lavori di Verbinski (Pirati dei Caraibi e il geniale Rango). La seconda: è l’ennesimo film che avvicina di un altro pezzettino, scena dopo scena, la carriera di Johnny Depp alla tazza del cesso, ma questa volta senza l’aiuto di Tim Burton. E se vi siete già visti tutti gli altri suoi ultimi film da Alice in Wonderland in poi, beh, in questo caso sapete già cosa vi aspetta.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.