Il Sole è entrato in Ariete (segnando l’inizio della primavera) come pure Venere, mentre Marte c’è già da un po’ e si trova congiunto a Urano: sbocciano iniziative e progetti, si avverte un senso di risveglio generale, aumenta l’impulsività; l’intervallo di tempo tra lo scatto del verde e il suono del clacson della macchina che parte dalla seconda fila al semaforo si fa più breve. Molto banalmente suggerisco di andare a fare un po’ di jogging alle Cascine o dove volete. Questi indizi astrali porterebbero alla primavera, invece c’è il solito ineffabile, indecifrabile Mercurio in Pesci che ci rende anche un po’ meteoropatici; trovandosi, inoltre, in posizione conflittuale con Giove, continua a mettere nella comunicazione un senso di difficoltà e qualche momento di follia.
Proprio in uno di questi momenti decido di introdurre un personaggio, da me amatissimo, che Mercurio in Pesci cel’ha nel suo tema natale: Giancarlo De Sisti, detto “Picchio”. Ha compiuto settant’anni una decina di giorni fa ed è stato degnamente festeggiato dai fiorentini al Museo della Storia del Calcio a Coverciano. Picchio è stato il capitano della Fiorentina che vinse il secondo scudetto nel 1969 e l’allenatore di quella che lo sfiorò nel 1982. In un tema natale Mercurio dà indicazioni sul tipo d’intelligenza della persona: situato nei Pesci, segno che corrisponde ai piedi, suggerisce che la mente è ben collegata ai piedi. Non è meravigliosamente semplice? De Sisti era un grande regista da calciatore e un allenatore saggio (anche e soprattutto sotto l’aspetto umano in generale) e ricco di felici intuizioni.
Ma quanti di noi con Mercurio in Pesci potrebbero essere ottimi allenatori e non lo sanno? Allora AstroloGhetti vi invita a controllare la vostra carta del cielo e, eventualmente, a correre a iscrivervi al corso presso il Centro Tecnico di Coverciano! Il tempo è tiranno e io di Picchio (e della Fiorentina) scriverei per ore ed ore; per ora lo saluto e lo ringrazio di tutto.

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Enrico Ghetti

Nato a Firenze nel marzo 1971, degli anni della formazione ciò che ricorda più volentieri è il Liceo Classico Galileo, dove ha avuto modo di conoscere molti dei suoi amici più cari, più stimolanti e più originali con cui ha coltivato negli anni varie passioni artistiche: la sua soddisfazione più grande ad oggi è stata recitare come attore protagonista in DepressOne, un paradossale spot per un farmaco prodepressivo; gli piace molto anche fare musica (suona la chitarra); verso i trent’anni ha incontrato l’astrologia e ne è rimasto profondamente affascinato. Negli ultimi anni ha scoperto che scrivendo può comunicare molto di più che parlando; comunque, se opportunamente stimolato, parla pure e, talvolta, anche di sua iniziativa.