Quando la nostra maestra delle elementari disse ad Alessandro Nardi, detto i Nardi, che non ce la faceva più a leggere i suoi temi perchè (cito letteralmente) scriveva come un cane, lui non la prese male, anzi, poco dopo, mentre eravamo faccia al muro e pantaloni calati intenti a urinare nei mini pisciatoi della scuola, mi confessò di essere contento perché finalmente la maestra aveva apprezzato il tono corsaro e randagio dei suoi racconti. I temi di Nardi infatti parlavano di assalti allo scuolabus da parte di lumache marine, di teste di bidelli riattaccate con il vinavil e di uova sode assassine. Provai timidamente a dire che forse quello della maestra non voleva essere esattamente un complimento ma lui sorrise contento al muro, continuò a urinare, e non mi ascoltò.

I Nardi che io ricordi non ha mai preso una sufficienza a italiano e oso pensare e azzardare che anche Ben Stiller se fosse venuto a scuola da noi probabilmente avrebbe avuto lo stesso risultato e forse un giorno mi sarei ritrovato a parlare con lui nei bagni della scuola di scrittura. Ma a Ben Stiller non è andata così, e dopo aver girato Reality Bites, uno dei capolavori del cinema anni ’90 che quasi nessuno gli attribuisce, ha continuato per anni a girare, produrre e interpretare film come un cane. Nel modo in cui lo intendeva i’Nardi, non la mia maestra.

I suoi film infatti sono spesso folli, incoerenti e esagerati. Ma sono anche dolci, stravaganti, e ,spero mi passiate il termine, sinceri. E nel I sogni segreti di Walter Mitty c’è tutto il cinema di Ben Stiller: da Reality Bites passando per Una notte al museo e il bellissimo e ignorato Greenberg fino a Tentazioni d’amore , Tropic Thunder e Palle al balzo. Ma non è una banale sintesi, è una dilatazione.

Nel film Ben Stiller interpreta Walter Mitty, l’addetto all’archivio negativi di Life Magazine, timido e nevrotico come molti dei suoi personaggi, si trova continuamente a sognare ad occhi aperti cose che non ha mai il coraggio di fare nella realtà, fino a quando una serie di eventi lo costringeranno a uscire dal suo riparo di immaginazioni e insicurezze portandosi dietro film e spettatori.
E se non siete i tipi con la penna rossa sempre in tasca o il cuore indurito da centinaia di mega produzioni americane può darsi che vi ritroviate in viaggio con Walter Mitty con gli orecchi pieni della bellissima colonna sonora del film (Of monsters and men, David Bowie, Jack Johnson) e la bocca aperta piena di pop corn. E una volta tornati in sala e finito il film, tra alcuni spettatori che scuoteranno la testa per la banalità dei paesaggi e per la poco approfondita critica alla società americana, potreste vedere un tipo bizzarro che annuirà ai titoli di coda con gli occhi ancora lucidi. Quello è i Nardi che si sta vedendo il film per la 67° volta godendo come un pazzo!

fonte foto: www.theguardian.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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