Mancano tre giorni a San Lorenzo, che è – per me – emozione e paura (del buio, sì!).
La mia notte più bella? Sul Monte Amiata, qualche anno fa. Con il babbo, la mamma e mio fratello piccolo: il buio, i rumori del bosco, l’aria fresca, la torcia che un po’ funzionava e un po’ no.
Un cielo profondo, scuro e luminoso insieme.
E le stelle, che per metterle a fuoco ci vuole qualche secondo e poi: non smetteresti più di guardarle. E cadenti o no, a quel punto non importa.
Sul Monte Amiata ci son tornata qualche anno dopo, per San Lorenzo – o giù di lì. Con il babbo e tre piccini. La mamma questa volta ero io. E con noi: l’emozione di una notte magica e la paura del buio, quella dei bimbi e pure un po’ la mia.
Il cielo che era lo stesso.
Le stelle luminose come non mai.
E Laura. Che è amica mia e pure degli gnomi. Che s’era portata da casa caramelle e biscotti e li aveva nascosti tra gli alberi. Che s’era inventata una storia incredibile sugli gnomi della montagna e aveva lanciato i bimbi alla ricerca dei loro dolcetti. E con una caramella in bocca e un biscotto per mano: quella notte è stata una delle più dolci che io ricordi.
Le stelle cadenti?! Neppure una, naturalmente.
Però vi dico un segreto – me l’ha detto Laura: pare che anche a Firenze…. Sì, gli gnomi!! Basta fare qualche centinaio di metri: su per Monte Morello, o verso Settignano. Ma vanno bene anche Trespiano, o qualche stradina buia sulla collina di Fiesole.
E portarsi dietro una scorta di dolcerie: non si sa mai – dice che gli gnomi siano anche un po’ smemorati!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.