Nei paesi del bacino Mediterraneo l’igiene è tenuta sempre, o quasi sempre, in altissima considerazione. Vuoi per cultura ereditata dai padri dell’impero Romano, vuoi per necessità (basta sommare le nostre temperature con scarsa igiene e il disastro è assicurato), cucine e tavoli sono sempre tenute in buone condizioni.
In Italia poi esasperiamo questa usanza, con norme che a volte rasentano l’assurdo.
I nostri amici trippai sono invece l’eccezione che conferma la regola. Logicamente non voglio additare nessuno o la categoria. Questo vuole essere un divertente omaggio ai luoghi comuni che girano sui trippai fiorentini.
Motivati dal luogo comune che più è sporco il lampredottaro più è buono il lampredotto i nostri eroi offrono situazioni che rinforzerebbero qualsiasi sistema immunitario.
Primo impatto, appena arrivati al lampredottaro, è con la vetrina del chiosco, spesso opaca nella parte interna, questa presenta le leccornie da accompagnare al vostro panino. Tenendo poi in considerazione che da un lampredottaro è possibile mangiare quasi qualsiasi tipologia di panino esistente, è possibile immaginare gli avventori che vi si appoggiano come bambini davanti alla esposizione di un gelataio.
Inutili gli sforzi per cercare di tenerla pulita.
Osservando l’interno della vetrina è possibile poi osservare alcuni degli strumenti del mestiere ed è sempre un piacere trovare cucchiai e vari contenitori incrostati da anni di salse ai funghi o chissà quale altra sostanza.
Continuando l’esplorazione ci imbattiamo nelle ceste del pane dove il principe degli alimenti riposa in un letto di briciole o addirittura ancora nei sacchi di carta del fornaio.
Alzando gli occhi possiamo ammirare la piastra dove vengono cotti hamburger e wursterl. In genere posizionata accanto alla piastra di cottura dove bolle il nostro amato, questa viene sottoposta a continue mandate di carne grassissima e di tutti i condimenti possibili.
Tutto il liquame colato viene poi raccolto e buttato in una misteriosa fessura a lato (mai capito a cosa porta) utilizzando una meravigliosa spatola da muratore. Devo aggiungere altro?
Ma l’esplorazione non è finita. A breve altre meraviglie.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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Soprannomi

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Ancora igiene