Ogni anno, come da oramai più di un decennio a questa parte, ogni appassionato di rugby si trova tra febbraio e marzo a sostenere la nazionale italiana nel forse più iridato dei tornei della palla ovale a livello mondiale.
Il Sei Nazioni.
Torneo molto sentito, sia per il motivo che gli italiani sono gli ultimi arrivati in questa manifestazione sportiva ed hanno dovuto pagare lo scotto di essere i “novellini”, sia per il fatto che nel nostro piccolo stiamo iniziando a farci notare.
Insomma, lungi dal poterlo vincere, ma qualche soddisfazione gli azzurri se la sono tolta. Con sgomento e crescente rispetto delle altre squadre, tra l’altro.

E come contribuiscono i Fiorentini nel supportare la nazionale Italiana? Nel più classico dei modi.
Visto che il rugby non ha il riscontro del calcio, le sue partite saltano da una emittente televisiva all’altra di anno in anno e tenuto in considerazione che fino all’anno scorso le dirette sono state date criptate, i rugbisti fiorentini, memori dei nostri nonni agli albori della televisione italiana, si danno appuntamento in alcuni pub del centro storico per poter assistere alla partita risparmiando qualche euro di abbonamento (che viene immediatamente investito in birra).
Squadre oramai più che rodate di tifosi oramai si ritrovano, tra l’altro da tutta la Toscana, da anni nello stesso pub che diventa, per due mesi, una seconda casa. Infatti è addirittura possibile partecipare a pic nic improvvisati, essere d’aiuto per spostare l’arredamento, in modo da creare più posto, fare amicizia con qualche nuovo e spaurito arrivo o con i tifosi della squadra avversaria.
Ettolitri di birra vengono ingurgitati scaldando i cuori e lubrificando le ugole di tutti, o quasi, i presenti.
E’ possibile sentire cori che vanno dalla più oscena canzone da pub inglese alla più tipica canzone partigiana…
Insomma l’anarchia regna sotto l’occhio benevolo del proprietario che, dopotutto, non ha che da guadagnare da un macello del genere.
Il momento di massimo splendore si ha se l’Italia riesce a vincere (il livello del torneo è altissimo, non sempre i nostri ne escono vittoriosi, spesso si devono leccare le ferite), soprattutto contro i fratelli di oltralpe. La vittoria ha un sapore ancora più dolce se conquistata con fatica e sofferenza. E a Firenze lo sappiamo bene.
Insomma cambia la forma della palla ma certe abitudini proprio non vogliono sapere di sparire.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.

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La staccionata