E anche oggi al casello dell’autostrada di Firenze Nord c’è coda dove si paga al casellante e non c’è nessuno dove si paga con il bancomat o la carta di credito. Oggi che ci sono passato è così, ma sono convinto che sarà così anche domani. E sono altrettanto convinto del fatto che è così non solo a Firenze, ma anche in tutta Italia. Non dico il telepass, la tessera viacard o la carta di credito, ma un bancomat ce l’hanno tutti. Basta infilarlo nell’apposita fessura e di colpo la sbarra del casello davanti a te si apre e puoi ripartire. E  perché allora agli automobilisti italiani piace fare la coda inutilmente? Non si fidano? Hanno paura che il bancomat venga clonato? Pensano che la società delle autostrade gli prelevi più del dovuto? In parte probabilmente è così, ma forse c’è qualcosa di più profondo.

Gli italiani hanno bisogno di un casellante, di un babbo. Non amano fare da soli. Negli incidenti stradali sulla strada capita spesso che i coinvolti non spostino i veicoli anche se corrono il rischio di fare una coda da paralizzare Firenze. Anche se l’incidente è di lieve entità. Basterebbe spostarsi da una parte e compilare tranquillamente il CID, la Constatazione Amichevole D’Incidente stradale). No, hanno bisogno di un casellante. In questo caso del vigile. Se un vicino di casa fa un po’ troppo rumore non è che gli bussano alla porta e gli chiedono gentilmente di far meno baccano. No, telefonano all’amministratore e gli fanno mandare una lettera.

 Certo che è facile parlare male degli italiani. In pratica di noi stessi. Come se gli italiani fossero sempre gli altri. In questo caso, però, anche gli altri siamo noi. Giorgio Gaber cantava: io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. Chi scrive si sente italiano fino in fondo. E quindi si prende anche il vezzo di “denunciare” i presunti vizi degli italiani. Chi scrive però al casello di Firenze Nord la coda non la fa.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.