Maxime Mbanda.

Anche se fermo e in attesa di notizie certe sul suo nuovo inizio, il rugby italiano continua a fare parlare di sé. Svicolando, magari anche ignorando, varie originali proposte di adeguamento del regolamento da parte di World Rugby al fine di creare una valida alternativa per il periodo Corona virus che molto modificherebbero il nostro tanto amato sport a qualcosa che ricorda il rugby a 13, la Federazione Italiana Rugby continua a guardare avanti e a cercare di programmare il futuro del movimento rugbystico italiano.

Notizia che da una parte ci fa piacere mentre dall’altra ci fa tremare i polsi è stata la conferma a capo allenatore della nazionale maggiore di Franco Smith, già precedentemente reclutato dopo la improvvisa dipartita di Conor O’Shea. Lieti della notizia in quanto Franco Smith è una figura già conosciuta in Italia dietro alla sua militanza sia come giocatore poi come allenatore del Benetton Treviso. Preoccupati in quanto Franco Smith è si stato allenatore dei Cheethas e di altre realtà sud africane ma originalmente era stato ingaggiato come addetto ai tre quarti, il dubbio è sulla sua effettiva capacità nel gestire la difficile situazione degli Azzurri.

Già ha arruolato  tutto lo staff tecnico, quasi tutto italiano con il gradito ritorno di Alessandro Troncon tra gli Azzurri, che dovrà dedicarsi totalmente nel lavoro di migliorare le prestazioni della squadra, se vogliamo uscire da questo impasse che da troppo tempo dura.  Va detto, alcuni esempi della idea della nuova Italia si sono potuti vedere nelle partite giocate dello scorso 6 Nazioni anche se i risultati non sono a favore di Smith, perciò anche se dubbiosi diamo la possibilità anche a questo nuovo tecnico di lavorare e vediamo come evolveranno le cose.

L’Italia avrà poi bisogno di nuovi porta bandiera. Orfani dello storico e famoso capitano Sergio Parisse il fardello è stato passato a Luca Bigi che  ha portato la fascia da capitano con il massimo impegno, che rispettiamo e apprezziamo, ma come carisma ha decisamente molto da imparare. Tra quelli chiamati in causa poi spunta quasi incredibilmente Maxime Mbandà che ultimamente sta molto facendo parlare di sé grazie alla nomina di Cavaliere al merito da parte del Presidente della Repubblica per il suo impegno nel volontariato nel periodo di lockdown.
Premiato assieme a ben altri personaggi, spero, a rappresentanza di migliaia e migliaia di lavoratori e volontari che si sono esposti a rischio in questo difficile periodo.

Azione lodevole e che sicuramente darà prestigio al rugby italiano, cosa di cui ha disperatamente bisogno. Mbandà avrà sfruttato l’esperienza per accrescere la propria crescita personale, ma una critiica mi sento di farla.
Vi sembra proprio il caso di strumentalizzare la difficoltà di questo periodo per cercare nuovi personaggi di punta? Spero di sbagliarmi ma il dubbio sorge spontaneo.

 

Materiale fotografico da Ufficio Stampa Federazione Italiana Rugby

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.