Un mio compagno di scuola un giorno, si lo so, è una rubrica di cinema e non un album di ricordi malinconici, ma fatemici arrivare. Dicevo, un giorno, un mio compagno di scuola, preso dalla frustrazione che gli procurava il veder disegnare i cieli come delle righe blu attaccate al soffitto, ebbe un esaurimento nervoso e si chiuse in un armadio urlando. Era dalla terza elementare che portava avanti la sua battaglia: il cielo è ovunque ripeteva a tutti, ma noi, convinti di essere nel giusto, continuavamo a disegnare questa micragnosa strisciolina blu. Risparmiavamo la mina della matita? Era un vezzo artistico? Qualcuno ci aveva insegnato così? No, eravamo semplicemente ottusi e non volevamo aprire gli occhi e vedere il cielo tutto intorno a noi. E alla fine abbiamo costretto un povero bambino a chiudersi in un armadio a urlare la sua disperazione contro del rigido massello.

Il 5 novembre arriverà nel cinema il film sui Peanuts, si chiama Snoopy and friends, solo in Italia, nelle altre parti del mondo si chiama semplicemente Peanuts. E sembra il lavoro di un vero appassionato delle strisce di Charlie Brown e compagni, nelle interviste Steve Martino ha dichiarato più volte di essersi sentito addosso la responsabilità di dover tradurre in animazione una delle cose che più ha amato nella vita. Ma in Italia i personaggi di Charles Schulz sono stati trasformati in dei banali baci perugina che dicono frasi stupide e romantiche. Da chi? Da noi. Esattamente. I soliti che disegnavano il cielo come una strisciolina.

Charles Monroe Schulz ha descritto il mondo con un dolce cinismo, ha raccontato in modo tenero ossessioni e paure, ha dato vita a emozioni e pensieri molto prima di In e out. Linus, Charlie, Pigpen, Replica o Sally, ognuno di loro aveva addosso dettagli e particolari che li hanno resi più umani di molti personaggi in tre dimensioni. Ma poi siamo arrivati noi, forse non in grado di capire tutto quello che c’era tra quelle strisce e abbiamo cominciato a fare lenzuoli, federe, tappetini per il mouse o immagini da condividere su facebook dove sono diventati banali personaggi a due dimensioni. che dicono frasi sdolcinate e melense.

Lo so, mi farò dei nemici ma, ecco, basta, non siamo più bambini, avevamo tutto il diritto di disegnare il cielo come ci pareva, ma ora siamo cresciuti e siccome è possibile che il film dia nuova forza a noi semplificatori del mondo: smettiamo. Smettiamo di condividere queste immagini su Facebook e di usare un mondo complesso e incredibile come quello dei Peanuts trasformandolo in un biglietto da bacio perugina rassicurante. Dai, per piacere. Non costringiamo la gente a chiudersi negli armadi a urlare la loro disperazione.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.