Che cosa ne facciamo del Franchi? Qualcuno forse si chiederà che c’entra il Franchi, che è uno stadio di calcio, con questa rubrica. Niente. Vero! Ma sarà tale ancora per poco, visto che presto Firenze avrà una nuova e luccicante arena dove si esibiranno le stelle della sua amatissima squadra di football. E quando il nuovo stadio alla Mercafir sarà pronto, l’Artemio Franchi ‒ da emblema dell’avanguardia architettonica progettato da uno dei più rivoluzionari ingegneri del secolo scorso (Luigi Nervi per chi non lo sapesse…) ‒ diventerà un ingombrante e inutile blocco di ferro e cemento in mezzo alla città. Ne siamo certi, a molti verranno gli occhi lucidi. Perché in fondo Artemio è un vecchio amico con cui si litiga quando nel giorno consacrato alla palla non si trova parcheggio, ma che mancherà a tutti nel momento in cui cesserà la sua funzione di fulcro del calcio cittadino.
Ma allora che cosa ne facciamo? Qualcuno ha timidamente proposto di farlo diventare una sorta di casa del rugby. Un po’ pretenzioso, visto che non si gioca così tanto a palla ovale da giustificare una struttura così imponente (e poi, visti i risultati recenti, il successo del rugby in Italia appare legato a un filo sempre più sottile). Probabilmente la scelta migliore sarebbe quella di trasformarlo in un polo in cui riunire quel poco che resta dell’attività sportiva cittadina al di fuori del calcio. Farlo diventare un palazzetto dello sport per basket e pallavolo, ma anche una piscina per la pallanuoto, potrebbe essere un modo per rilanciare un panorama oggi piuttosto malinconico. E non sarebbe poca cosa far trovare a imprenditori interessati allo sport una struttura già funzionale, che con pochi ritocchi potrebbe davvero aiutare a rinnovare i fasti della Ruini nella pallavolo, della Liberti e NeutroRoberts nel basket o della Florentia e della Fiorentina Waterpolo nella pallanuoto maschile e femminile…
Forse però stiamo correndo troppo. Purtroppo, da “frequentatori” come siamo di questo paese ormai da molti anni, siamo quasi certi che il giorno dell’ultima partita della Fiorentina prima del trasferimento a Novoli, il sindaco di allora guardando il Franchi rivolgerà ai suoi seguaci la fatidica domanda: “E adesso?”.
Già, e adesso? Le luci delle ultime macchine in fuga dal vecchio stadio si perderanno verso i viali. E sul vecchio stadio calerà il buio.
Per sempre?

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.